Di libri per bambini ne troviamo ormai di tutti i tipi e per ogni problematica. Ma in che modo possono esserci utili?

 

Come funzionano i libri per bambini

 

Vi siete mai chiesti a cosa servono tutti quei libri che trovate nelle librerie nel reparto bambini?

Quelli che raccontano storie di fratellini, primi giorni di scuola, bisogni, emozioni, colori…

Insomma, credete davvero che i bambini piccoli sentendosi leggere quelle pagine e guardando quelle immagini capiscano di cosa gli state parlando?

Oggi ero in libreria. Cercavo un libro per Vittoria.

Mi sono imbattuta in centinaia di titoli di questo genere di cui vi parlavo, e mi sono chiesta: 

 

“Ma se uno ha una bambina che non ha problemi a mangiare, dormire, andare a scuola e fare i bisogni???”

 

Non è ovviamente il caso di nessuno perché, anche se solo per un breve periodo, i bambini vivono fasi in cui va tutto storto e quello che pensavamo di aver archiviato si ripresenta con prepotenza e ci manda nel caos totale. Ecco allora che questi titoli ci sembreranno un appoggio in un mare di incertezze…

Ma per rispondere alla prima domanda, la risposta è no

No, i bambini piccoli non comprendono cosa gli state raccontando, non prima degli 8 mesi almeno! 

 

 

Vale la pena comprare libri per bambini?

 

 

La risposta è sì!

Ne vale certamente la pena se saprete usarli nel modo giusto

Infatti, se la lettura del libro viene inserita in un contesto ridondante di messaggi sul tema che vi sta a cuore, come giochi in cui si drammatizza l’accaduto, disegni, canzoncine, cartoni animati e così via, il bambino assocerà ciò che state dicendo a un vissuto emotivo e inizierà ad essere sempre più presente nella sua mente l’associazione con ciò che è giusto fare e che gli è stato mostrato più volte…

È un po’ il concetto della pubblicità: capita a tutti di canticchiare il jingle di qualche spot senza rendersene conto!

Insomma, con i bambini piccoli l’approccio diretto e isolato al problema non ha di solito molti risultati, ma se li “lavorate ai fianchi” con storie, libri e musica, alla fine troveranno nella loro testa il comportamento corretto e la risoluzione del problema!

Detto questo, è importante essere consapevoli del meccanismo psicologico che è alla base dell’utilizzo dei libri, storie o favole che siano, per aiutare i bambini.

Quando raccontiamo una storia, permettiamo al bambino di far parlare altri del suo problema o situazione. I personaggi,  le ambientazioni, il tempo, portano il lettore a considerare le vicende come se riguardassero qualcuno altro, fornendo però gli agganci per potersi rivedere nella storia raccontata. 

Questo capita anche a noi adulti. Quando guardiamo un film non è poi così raro che alcune scene ci facciano piangere. Questo accade perché quelle vicende, sebbene non parlino esattamente di noi, sono però facilmente riconducibili alla nostra vita, al nostro problema, alla nostra difficoltà, a quello che non riusciamo ad affrontare e di cui non sappiamo parlare. A volte, non ne siamo neanche consapevoli…

Per il bambino le storie hanno la stessa funzione: ascoltare l’episodio della vita del protagonista gli permette di toccare i suoi vissuti interiori più complessi e dolorosi, vederli rappresentati all’esterno di se stesso, guardarli da una distanza di sicurezza (tanto non si parla di me…) tale da rassicurarlo e renderlo obiettivo, e spesso comprenderli e risolverli.

 

libri per bambini

 

Se chiedessimo al bambino direttamente qual è il suo problema, non saprebbe dircelo perché per lui significherebbe condividere qualcosa di cui spesso non vede neanche i contorni, qualcosa troppo doloroso e difficile da comunicare

Come dire: quando i problemi riguardano gli altri siamo più bravi a risolverli, perché possiamo trattarli senza la paura che ci feriscano e li vediamo chiaramente.

 

Immaginavate che dietro alla lettura di un libro per bambini ci potesse essere tutto questo?

Be’, ora lo sapete perciò fatene buon uso…

 

Flavia

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Consulente dello sviluppo

Dunque io sono Flavia, sono dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice, sono un’ex-educatrice.
Sono una mediatrice e counselor scolastica.

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Vorrei salvare un genitore alla volta e insieme a loro cambiare il mondo. 

Credo nelle persone e nelle parole che scelgono di pronunciare perché mi piace indovinare che cosa hanno bisogno di nascondere…

Formulo teorie e riflessioni su tutto, tutto, tutto!


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