Avete mai pensato alla psicomotricità per genitori?

La nostra esperta ci parla dei vantaggi della psicomotricità per gli adulti!

 

Psicomotricità per genitori

 

La psicomotricità è un’attività educativa e preventiva, rivolta prevalentemente a bambine e bambini nella fascia d’età tra i 2 e gli 8 anni.

Ma questo, probabilmente già lo sai.

Si tratta, inoltre, di una pratica molto particolare che si fonda sull’idea che corpo, gioco e movimento siano i 3 canali di comunicazione principali utilizzati durante l’infanzia e che, per questo motivo, necessitino di spazi, tempi e professionisti che possano sintonizzarsi con queste 3 aree.

Ma probabilmente, se stai leggendo questo articolo, sai anche questo.

Quello che forse non sai è che la psicomotricità può rivolgersi anche oltre l’età nella quale tradizionalmente è scelta e che, negli ultimi anni, sono numerose le sperimentazioni che hanno declinato i principi e le metodologie psicomotorie con un’utenza “non-bambina”. Mi riferisco, in particolare ad adolescenti, adulti e anziani.

In questo articolo vorrei spendere alcune parole in merito all’uso della psicomotricità nell’età adulta, con particolare riferimento ai genitori che da questa esperienza possono trarre importanti benefici per migliorare la relazione con i propri figli.

Come è facilmente intuibile, non si tratta di riproporre un incontro di psicomotricità ai genitori, ma si tratta di darsi la possibilità di “mettersi in gioco”, intendendo questo termine nella sua duplice valenza di:

 

  • sperimentarsi in qualcosa di nuovo

  • giocare

 

Perché sì, anche i grandi possono giocare!

 

 psicomotricità per genitori

 

Accogliere la possibilità di essere, come genitore, l’utente della psicomotricità – di tanto in tanto – potrà essere utile almeno per 2 motivi.

 

  1. Riscoprire il piacere del gioco

Mi capita spesso di ricevere genitori che mi confessano di non divertirsi a giocare con i loro figli. Consapevoli dell’importanza del “giocare insieme”, con grande dedizione e amore, offrono il loro corpo e la loro mente al servizio dei propri figli, tentando di nascondere noia, fatica, talvolta rabbiafrustrazione. Ore e ore a far “cavalluccio”, a costruire e distruggere una torre, la millesima lettura dello stesso libro…vi suona familiare?

Penso di sì.

E nonostante le ottime intenzioni di questi ottimi genitori – ahimè – offrire il “solo” proprio corpo e la propria mente nel gioco con il bambino, non basta. In mancanza di un genuino piacere, la nostra “offerta” sarà parziale.

E badate bene, questo non significa che sia inutile (o addirittura dannoso!)…anzi! E vorrei tranquillizzarvi nel dirvi che è del tutto fisiologico non divertirsi sempre; d’altronde non lo è il non divertirsi mai!

Ciò che la proposta psicomotoria può aiutarvi a fare è riscoprire il piacere del gioco in una forma del tutto inedita, “riaprendo” o “aprendo” canali che il vostro corpo ha dimenticato nel divenire adulti. Riattivare il piacere del vostro gioco consentirà una più profonda connessione con il piacere del gioco del bambino.

 

  1. Imparare a comprendere meglio vostro/a figlio/a

Un altro vantaggio del riscoprire il gioco psicomotorio in età adulta è quello di “vivere sulla propria pelle” l’emozione del gioco e il suo senso profondo. Attraverso alcune specifiche tecniche e metodologie, lo/la psicomotricista sarà in grado di riattivare alcune sensazioni molto particolari che si connettono direttamente alle vostre memorie d’infanzia. Il vostro corpo sarà così in grado di recuperare – questa volta da adulti – il senso profondo del vostro giocare e questo vi consentirà di guardare in modo diverso il gioco dei vostri figli. D’altronde, la noia che spesso mi descrivete, non è altro che l’incapacità di cogliere il significato del gioco, il bisogno che vi sta dietro. E nonostante per me sarebbe piuttosto semplice (e veloce!) spiegarvi quale bisogno “teorico” vi sia nel fatto che i vostri bambini passano ore e ore a costruire e distruggere una torre, vi assicuro che nessuna spiegazione sarà più efficace dell’esperienza diretta.

 

 

Non abbiate paura di mettervi in gioco.

 

Margherita

@margherita_psicomotricista

@margherita_psicomotricista

Psicomotricista e Pedagogista

Psicomotricista e Pedagogista, nutro da sempre una profonda passione verso il mondo dell’educazione, della formazione e del sostegno al benessere e allo sviluppo psicofisico globale delle persone, con particolare riferimento al periodo dell’infanzia.

Inizio i miei studi universitari con una laurea come “Educatrice di nido”, per poi proseguire con una laurea magistrale in “Pedagogia” e con la scuola triennale di formazione in “Psicomotricità”. 

Concludo il mio percorso accademico con un “Dottorato di Ricerca in Scienze Pedagogiche”. 

Attualmente sono coordinatrice pedagogica e conduco gruppi di psicomotricità educativo-preventiva. 

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