L’inserimento all’asilo nido mette a dura prova genitori e bambini che si trovano davanti alla prima separazione…

 

L’inserimento all’asilo nido

 

Se avete iscritto i vostri bambini al nido, Settembre sarà un periodo di forte stress emotivo e di grande organizzazione familiare e lavorativa. Perché? Be’, è il periodo degli inserimenti!

Sicuramente nei colloqui individuali che si fanno con la maestra prima che inizi l’anno scolastico, vi saranno state indicazioni precise su come funziona, sugli orari a cui vi dovrete attenere per le due settimane richieste per l’inserimento e su cosa dovrete portare per il bambino.

Siete riuscite a capire che cosa dovete fare una volta portato il bambino a scuola all’orario che vi hanno dato?

In genere questa parte è poco chiara. Non si capisce mai cosa dovremo fare noi genitori, quanto tempo ci vorrà…in fondo, a lavoro dovremo pur dire qualcosa!

Un aspetto che non consideriamo mai di questo evento nella vita di nostro figlio è come ci sentiamo noi a riguardo…Io scopro adesso che portare mia figlia al nido è tutt’altro che un’esperienza appagante. Sono piena di dubbi, di ansie, di fragilità…non sono più sicura di farcela.

Come potete vedere è normale entrare nel panico. Poi c’è anche chi non si allarma affatto…Be’ io sì.

Comunque, per fortuna so bene cosa succede durante l’inserimento, so come mi devo comportare e so che la cosa più importante di tutte è rasserenarmi prima che tutto questo cominci, altrimenti l’unica che ne risentirà sarà Vittoria.

Parlando di cose pratiche, sarà fondamentale preparare il bambino al meglio per questa nuova fantastica avventura che rappresenterà per lui andare a scuola con gli altri bimbi!

Non tutti saranno entusiasti della cosa e più i bambini sono grandi e più probabilità si avranno di incontrare problemi nel momento della separazione.

Sembrerà una cosa banale per noi adulti, ma la separazione dal genitore è la prima grande sfida emotiva che i bambini si trovano a dover gestire ed elaborare senza uscirne distrutti perciò…entriamo nell’ottica e aiutiamoli!

Sapete quando prima scrivevo

[…]So che la cosa più importante di tutte è rasserenarmi prima che tutto questo cominci, altrimenti l’unica che ne risentirà sarà Vittoria.?

 

Questo è il primo grande aiuto che potremo dare ai bambini. Approcciamoci alla separazione da loro come un evento piacevole, di gioia. Facciamogli vedere che ne siamo contenti e che siamo sicuri che piacerà anche a loro. Le ansie e le preoccupazioni, la sfiducia verso le maestre…cerchiamo di risolverli prima che inizi la scuola (guarda video “Come scegliere l’asilo nido giusto!”), o almeno teniamolo per noi…

 

inserimento all'asilo nido

 

Il secondo grande aiuto che possiamo dargli è, come ogni volta che vorremmo sostenerli nei processi di crescita, utilizzare strumenti che gli aiutino a capire cosa accadrà, che li aiutino a prevedere e a non averne, quindi, paura…Parlate con loro di cosa si fa all’asilo nelle settimane precedenti all’inserimento, leggete insieme dei libri che illustrino ciò di cui parlate e, quando tornate a casa dall’asilo, fissate insieme i ricordi piacevoli di questa esperienza canticchiando le canzoni dell’asilo, parlando della maestra, guardando il disegno che ha fatto…

Comprare uno zainetto nuovo per andare a scuola, magari del suo personaggio preferito, e riempirlo con alcune cose di casa che ama, lo aiuteranno a sentirsi meno vulnerabile. Quegli oggetti gli ricorderanno il calore di casa in un luogo nuovo e sconosciuto…saranno il suo punto di riferimento, magari chiuso nell’armadietto, ma comunque sempre presente!

Non sarà di certo di aiuto ignorare le sue paure, i momenti della mattinata a scuola in cui ha pianto, in cui si è rifiutato di fare ciò che la maestra indicava.

È importante parlare dei momenti piacevoli come di quelli spiacevoli…Se saprete affrontarli facendolo sentire compreso, ascoltato e rispettato nei suoi tempi, sarà l’aiuto più grande che potreste dargli!

Infine, un aiuto grande voglio darlo io a voi.

Immaginate di essere trascinati a una festa in cui non conoscete nessuno. Il padrone di casa vi accoglie ma voi non lo conoscete, non sapete né perché né dove è stata organizzata questa festa.

Tutti vi chiedono subito di parlare, di salutare, di ballare, di cantare…

Immaginate che la persona che vi ha portati lì a un certo punto se ne vada senza avvisarvi.

Vi ritrovate soli in un posto che non conoscete con persone che non conoscete e di cui non vi fidate.

Come vi sentireste?

Se saprete mettervi nei loro panni, riuscirete sempre ad aiutarli.

Vi lascio un piccolo schema riassuntivo di tutte le informazioni di cui avrete bisogno per affrontare al meglio l’inserimento (prima volta a scuola o rientro dopo le vacanze)!

Come preparare i bambini:

  1. Chiudere il cerchio e costruire insieme oggetti che potrà portarsi nello zainetto o addosso per rassicurarsi, costruiti in momenti di condivisione con il genitore (vedi “Come aiutare i bambini nel passaggio a una nuova scuola?” e “Attività per bambini: il ritorno dalle vacanze!” e leggi “Non è solo l’ultimo giorno di scuola…” )

  2. Al ritorno dalle vacanze ristabilire la routine per favorire il rientro ed evitare che abbia ostacoli fisiologici come sonno o fame in orari non in sintonia con quelli della scuola (Leggi  “Il rientro a scuola per i bambini” )

  3. Andare insieme al bambino a comprare tutto l’occorrente per la scuola per associare a elementi positivi, come la condivisione del tempo con il genitore e oggetti che ama, il rientro (Leggi  “Il rientro a scuola per i bambini” )

  4. Parlare nel dettaglio di cosa si fa a scuola, tra quanto ci si va, passarci davanti spesso, portarlo a vederla e a conoscere le insegnanti, fargli rivedere gli amichetti qualche giorno prima magari al parco (vedi “Come aiutare i bambini nel passaggio a una nuova scuola?”)

  5. Parlarne spesso durante i giorni che precedono il rientro senza farci spaventare dal loro normale rifiuto ma invece parlarne con sicurezza e serenità raccontandogli quanto si divertirà lì (se sente la nostra preoccupazione per il suo rifiuto pensa di far bene a preoccuparsi e lo rifiuta…) [vedi “Come aiutare i bambini nel passaggio a una nuova scuola?”]

  6. Usare giochi, libri, carte delle emozioni per dare occasione al bambino di parlarci del proprio stato d’animo e permetterci di dagli la versione reale del rientro e non quella che lui immagina piena di paure.

Cosa potremmo notare nei bambini in questi giorni di inserimento:

 

  1. All’inizio reazioni forti. Molto entusiasti o molto rifiutanti. (Effetto della novità)

  2. Molto “appiccicosi”, dormono male o mangiano male, continua richiesta di ciuccio/seno, nervosismo (Elaborazione della novità). Sono un po’ spaventati e ancora non riescono a prendere le misure.

  3. Maggiori capricci, lagne per tutto, pipì e popò sotto. La continuità della scuola li porta a capire che dovranno vivere la separazione dal genitore ogni giorno e questo può farli sentire arrabbiati, esprimendo la rabbia in questo modo. (Reazione alla separazione)

  4. Rigidità e fissazioni (inseparabili da un pupazzo, vogliono vestire solo in un modo, non giocano più con le stesse cose).  Cercano punti di riferimento per sentirsi al sicuro. (Tentativo di tonare alla normalità)

 

Cosa può fare il genitore per agevolare il processo:

 

  1. Accostarsi. (Se non sai di cosa parlo guarda qui). Non fate diventare un problema ciò che non lo è. Sono solo reazioni passeggere e se voi le vivrete con ansia diventeranno stabili…

  2. Mettersi in ascolto dei bambini attraverso momenti di gioco e lettura a casa.

  3. Non stravolgere la routine!In questo periodo dovrà essere rigida in modo che almeno a casa ritrovi certezze su cui poter contare mentre cerca di capire come viversi la novità. Quindi evitate anche eventi grandi da digerire come traslochi, viaggi, rientri a lavoro…

 

 

Flavia

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Consulente dello sviluppo

Dunque io sono Flavia, sono dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice, sono un’ex-educatrice.
Sono una mediatrice e counselor scolastica.

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Vorrei salvare un genitore alla volta e insieme a loro cambiare il mondo. 

Credo nelle persone e nelle parole che scelgono di pronunciare perché mi piace indovinare che cosa hanno bisogno di nascondere…

Formulo teorie e riflessioni su tutto, tutto, tutto!


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