Quanti di noi si sono trovati davanti al problema di dover staccare i bambini dallo schermo?

Il rapporto tra bambini e tecnologia è motivo di riflessione nei genitori e in questo articolo parleremo di come gestirla al meglio affinché sia una ricchezza per il bambino.


 

Cosa intendiamo per tecnologia a disposizione dei bambini?

Intanto vorrei specificare che per tecnologia intendo l’utilizzo di tutti quei dispositivi come la televisione, lo smartphone, il tablet, i videogiochi e le piattaforme come YouTube o i giochi online.

 

Le linee guida

Rispetto all’utilizzo di questi dispositivi nei bambini, i genitori si dividono in due grandi categorie: quelli che ritengono che sia meglio evitare di proporre la tecnologia ai bambini fino ad una certa età proprio perché hanno paura di una dipendenza da questi strumenti, e quelli che invece ritengono che proprio perché il bambino è nato in un’epoca in cui tutto è caratterizzato dalla tecnologia sia giusto offrirla fin da subito.

L’associazione dei pediatri americani sconsiglia l’esposizione a qualunque tipo di dispositivo tecnologico per i bambini al di sotto dei 2 anni e un utilizzo limitato a un massimo di due ore per i bambini più grandi.

Questo perché?

Perché il bambino nella prima fase del suo sviluppo ha bisogno di sperimentare attraverso il proprio corpo, ossia ha bisogno di fare un’esperienza concreta dell’ambiente e degli altri e di se stesso. Ecco quindi essere importante attenersi a queste direttive affinché il bambino non incontri disturbi di tipo cognitivo, comportamentale e/o linguistico.

staccare i bambini dallo schermo

 

Come possiamo gestire l’uso della tecnologia nei bambini?

La tecnologia come tutto ciò che è presente nell’ambiente di crescita del bambino, può essere un’occasione per apprendere, per sviluppare e allenare abilità soprattutto sopra i 3 anni

In questo caso specifico però il bambino non potrà essere lasciato da solo a gestire questo canale di apprendimento poiché la tecnologia è pensata per stimolare in modo continuo alcune parti del nostro cervello.


Questo genera un circolo vizioso che tiene letteralmente attaccati allo schermo proprio perché il nostro cervello, anche non volendo, è coinvolto nell’elaborazione degli stimoli in entrata. Ecco perché anche negli adulti ne sconsigliano l’utilizzo prima di andare al letto…

Che cosa possiamo fare noi genitori?

 

1. Affiancare il bambino nell’utilizzo della tecnologia

Significa che noi saremo mediatori nell’utilizzo di questi strumenti. 
Ad esempio, quando il bambino guarda un cartone animato noi dovremmo essere al suo fianco per dargli una lettura di ciò che sta guardando. Il cartone infatti potrebbe mostrare un bambino che si lancia dalla finestra e inizia a volare. Tuttavia, prima dei 6-7 anni non è così chiara la distinzione tra realtà e fantasia portandolo addirittura a metteresti potenzialmente in pericolo…

Quindi la nostra lettura di quello che sta guardando è fondamentale e lo è ancora di più se vediamo la tecnologia come uno strumento e una nuova modalità di apprendimento. In altre parole come leggiamo una storia su un libro possiamo anche sentire quella stessa storia in un film e quindi utilizzare il canale video per poter rafforzare l’apprendimento di un concetto.

2. Stabilire il tempo di utilizzo
 

Le direttive menzionate in alto stabiliscono un uso corretto che non superi le 2 ore. In ogni caso il tempo davanti agli schermi andrebbe stabilito anche in relazione a ciò che stiamo facendo o vedendo con il dispositivo. Ad esempio, un film che inizia e finisce dopo 1 ora e mezza/ 2 ore è da preferire alla visione di puntate o video che spezzettano il contenuto e chiedono al bambino di cambiare continuamente il suo approccio a ciò che sta guardando. Inoltre, dal punto di vista attentivo, è più facile seguire una storia che abbia un filo conduttore e un’ ambientazione tipica piuttosto che un continuo riorganizzarsi.


 

Come staccare il bambino dallo schermo senza scenate?



Questa è la domanda più fatta negli ultimi anni e il segreto è proporre il dispositivo come si proporrebbe un’attività offline!
In altre parole, si inizia spiegando al bambino che utilizzeremo lo strumento digitale per svolgere un’attività specifica, inquadrando cosa stiamo per fare e dando le regole di gestione. Non è tempo libero! É un’attività che ha un inizio e una fine. Daremo poi al bambino l’illusione del controllo dell’attività, facendogli decidere quando spegnere lo schermo ma all’interno del tempo che abbiamo disposto per l’utilizzo. Pena: spengeremo noi o peggio, la prossima volta, non potremo utilizzarlo affatto. Infine, aiutiamolo avvisandolo prima che finisca il tempo e mettiamolo in condizione di avere spazio per accettarela chiusura. Anche un timer può esserci molto utile per porre il controllo al di fuori della relazione ( “Non sono io a dirlo, è il timer. È la regola!”) ed evitare ripercussioni.



Il conclusione, proporre la tecnologia ai nostri bambini poiché fa parte della società in cui viviamo e della nostra vita, soprattutto della loro generazione, è una posizione che condivido. Tuttavia, affinché sia davvero un arricchimento per i nostri bambini e non un limite al loro sviluppo, occorre farne un utilizzo consapevole!

 

Flavia

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Consulente dello sviluppo

Dunque io sono Flavia, sono dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice, sono un’ex-educatrice.
Sono una mediatrice e counselor scolastica.

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Vorrei salvare un genitore alla volta e insieme a loro cambiare il mondo. 

Credo nelle persone e nelle parole che scelgono di pronunciare perché mi piace indovinare che cosa hanno bisogno di nascondere…

Formulo teorie e riflessioni su tutto, tutto, tutto!


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