Rubrica “La psicologa delle neomamme” – 

I bisogni della donna dopo il parto

 

 

Dopo la nascita del tuo bambino, il rientro a casa dall’ospedale segna l’inizio di una nuova fase per la vostra famiglia, ma soprattutto per te: non sei più “solo” donna, adesso sei concretamente diventata madre.

Doverti prendere cura di quell’esserino sconosciuto, così piccolo e fragile, che per 9 mesi hai portato dentro di te, può farti sentire terribilmente insicura e inadeguata.

Trovarti improvvisamente ad accudire il tuo bambino h24, con il carico di stanchezza che ti porti dietro dal parto e che si accumula inevitabilmente, giorno dopo giorno, a causa dei nuovi ritmi del piccolo, rende il tutto davvero molto impegnativo.

Sei bombardata da pubblicità e immagini sui social, in cui donne appena diventate madri ritornano subito alle loro vite, piene di energia e in perfetta forma, come se niente fosse accaduto. Tutto questo crea in te un’idea alterata e distorta di che cosa sia veramente il post-partum, di quali siano i tuoi reali bisogni in questa fase e, in questo modo, non fa altro che alimentare in te l’aspettativa di poter riprendere la vita di prima senza alcuna difficoltà.

Siamo, infatti, abituati ad immaginare il post-partum come un momento essenzialmente gioioso e felice, illuminato dalla presenza del nuovo nato, ricco solo di sorrisi e paroline dolci. Tuttavia, esiste un’altra faccia di questo periodo, una zona d’ombra carica di emozioni più spiacevoli, che ha altrettanta importanza e che merita un’attenzione particolare.

 

I primi mesi dopo il parto, infatti, sono una fase molto delicata per la tua persona:

i tuoi livelli ormonali si sono alterati e, come conseguenza, puoi trovarti a sperimentare frequenti sbalzi di umore; ti confronti con un corpo trasformato, che non è più come prima e che, magari, ti provoca ancora dolore e fastidi di vario genere. Provi a cimentarti con l’allattamento al seno che, spesso, non si rivela così immediato e semplice come ti avevano raccontato. Inoltre, potresti non sentire fin da subito un attaccamento profondo nei confronti del tuo bambino (del resto vi siete appena conosciuti e avete bisogno del vostro tempo per entrare in sintonia). Questo può scatenare in te sensi di colpa e l’idea che ci sia qualcosa di strano e di sbagliato in te. E poi c’è la stanchezza fisica e mentale che ti porti dietro dopo l’esperienza del parto e che hai bisogno di elaborare e di far sedimentare dentro di te.

In questa dimensione di stravolgimento totale della tua vita, in cui nuovi equilibri devono essere continuamente ricostruiti, è più che mai importante che tu possa contare su un aiuto e un supporto pratico ed emotivo.

Infatti, hai bisogno di riprenderti dalla fatica del parto e di far riposare il tuo corpo; hai bisogno di sentirti a tuo agio in un ambiente confortevole e sereno, in cui essere sollevata da tutte quelle attività domestiche che richiedono tempo ed energie (pulizie, spesa, preparazione dei pasti, lavatrici etc.). Hai bisogno di poter “stare” con te stessa e con il tuo bambino, senza dover necessariamente fare. Hai bisogno di conoscere il tuo piccolo e di conoscere te stessa in questo nuovo ruolo.

Uno degli altri aspetti con cui puoi trovarti a dover fare i conti è quello della solitudine.

Infatti, è possibile che la tua famiglia di origine viva lontano da te, che il tuo partner debba rientrare presto a lavoro, che i tuoi vicini siano degli sconosciuti su cui non puoi contare, che gli amici siano impegnati con le loro rispettive famiglie: tutto questo può farti sentire ancor più spaesata, priva di punti di riferimento e, per questo, più vulnerabile.

Questa situazione di isolamento, però, non deve frenarti dal chiedere aiuto: se non può essere la famiglia, se non possono essere gli amici, se non può essere la tua vicina di casa, ci sono tante altre figure a cui puoi rivolgerti. Le doule, per esempio, sono donne che si dedicano proprio al sostegno di una neomamma per la gestione della casa e di tutte quelle incombenze che lei da sola non riesce a fare. Le ostetriche possono guidarti nell’avvio dell’allattamento al seno, lo psicologo può aiutarti a gestire il carico emotivo che, magari, risulta più pesante di quanto ti eri immaginata.

Guardati intorno e non aver paura a chiedere aiuto in base al tuo bisogno del momento. Chiedere aiuto non ti renderà mai una mamma di serie B. Ricorda che non devi dimostrare a nessuno di farcela da sola a tutti i costi.

 

Vediamo qualche consiglio per vivere il post-partum in modo quanto più sereno possibile:

 

  • Riconsidera le tue aspettative rispetto al post-partum: preparati per tempo, già durante la gravidanza, all’idea che le cose cambieranno completamente. Lascia spazio alle tue emozioni, focalizzati te stessa e “allenati” a lasciar andare l’idea di poter controllare tutto: scoprirai che la maternità è una dimensione della vita in cui tutto si sottrae al controllo e in cui è richiesta flessibilità e capacità di adattarsi al nuovo continuamente.

 

  • Organizza per tempo la tua rete di supporto di tipo pratico ed emotivo: puoi considerare di rivolgerti ad esperti del settore materno-infantile (ostetriche, puericultrici, doule, psicologi), oppure pensare di coinvolgere i membri della famiglia che credi potranno esserti davvero di aiuto occupandosi della casa, dei pasti e di tenerti il bambino per qualche tempo, consentendoti, per esempio, di fare una doccia o di riposare un po’.

 

  • Non essere troppo severa con te stessa, non prentendere troppo da te stessa: stai vivendo un momento stravolgente della tua vita sotto tutti i punti di vista, per cui è naturale non avere la casa in ordine come prima, non riuscire a ritagliarsi del tempo per te come facevi prima, sentirti confusa e spaesata. È naturale perfino desiderare di fuggire da questa situazione così destabilizzante.

 

  • Osserva e monitora il tuo umore e come ti senti complessivamente: sbalzi d’umore, pianto, tristezza e disagio sono fisiologici nel post-partum e destinati ad esaurirsi spontaneamente; ma se avverti che la loro intensità rimane piuttosto elevata (ansia, angoscia, pensieri ricorrenti di vario genere, insonnia etc.), parlane con il tuo partner e chiedi aiuto ad un professionista (psicoterapeuta).

 

  • Comunica chiaramente ai tuoi familiari se e quando desideri ricevere visite, senza timore di offendere qualcuno: la vostra nuova famiglia ha bisogno di tempo per stare insieme, senza che la calma della vostra casa venga alterata da eccessive intrusioni esterne.

 

  • Utilizza i social come strumento informativo e di condivisione con altre neomamme con cui senti affinità: evita di farti condizionare da profili social che ti propongono una maternità irrealistica, fonte di competizione e di scomodi confronti.

 

  • Non pensare che il post-partum sia necessariamente un momento magico ed idilliaco, in cui è lecito provare solo sentimenti di amore e affetto per il tuo bambino. È possibile che tu viva anche emozioni contrastanti nei confronti del tuo piccolo: amore, ma anche odio; felicità, ma anche tristezza; gioia, ma anche rabbia. Non aver paura, non spaventarti: questa ambivalenza è parte integrante della maternità e di tutti i rapporti affettivi. Condividi con il tuo partner ciò che senti e, se noti che queste emozioni permangono e ti spaventano, parlane con un professionista: potrà aiutarti a fare chiarezza e ad accompagnarti in questa fase di radicale cambiamento e trasformazione.

 

 

 

Dott.ssa Irene Bernardini

Psicologa clinica esperta in psicologia perinatale

@la_psicologa_delle_neomamme

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Rubrica psicologia perinatale

Ciao, mi chiamo Irene, sono una psicologa clinica, esperta in psicologia perinatale.

Mi piace definirmi “la psicologa delle neomamme” perché credo profondamente che la sfida della maternità sia una delle più difficili e stravolgenti che una donna si trovi a vivere. Proprio per questo sento che meriti un’attenzione e una dedizione particolari.

Nel mio lavoro, infatti, aiuto le neomamme ad entrare nel nuovo ruolo, affrontando paure, insicurezze, vergogna e sensi di colpa.

Le aiuto a lasciar andare l’ideale di mamma “perfetta” e ad abbracciare il loro modo, unico ed irripetibile, di essere madre.

Le incoraggio a prendersi cura di se stesse, a riconnettersi con i propri bisogni e desideri, riscoprendo le proprie risorse e potenzialità.

La rubrica “una psicologa per le neomamme” vuole essere uno spazio di condivisione di contenuti informativi e di ispirazione per tutte le donne che stanno per diventare madri o che madri lo sono diventate da poco.

Non troverai consigli e indicazioni su ciò che è meglio fare o non fare per essere una “brava” mamma, ma ci saranno spunti di riflessione per dare spazio e voce ad una nuova visione della maternità quanto più reale e autentica possibile, libera da stereotipi, pregiudizi e idealizzazioni.

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