Le coliche dei neonati: che incubo! 

Pianti inconsolabili, pancine irrigidite, pugnetti chiusi e gambette tirate.

Come possiamo aiutarli?

 

Le coliche dei neonati

Molti genitori ci sono passati, altri ci sono dentro in pieno, altri ancora ne sentono parlare e temono che il momento arrivi anche per il loro cucciolo. Da genitori previdenti, la domanda sorge spontanea: cosa possiamo fare? Come possiamo aiutare il nostro bambino? 

Iniziamo con il fare un po’ di chiarezza: siamo certi che si tratti di coliche? Spesso si confondono le vere coliche intestinali con dolori addominali, e quindi: come posso distinguerli? È facile, basta seguirela regola del 3. In pediatria vengono definite coliche le situazioni in cui un neonato piange per3 ore consecutive al giorno, per almeno 3 giorni, per minimo 3 settimane consecutive. In questi casi è bene consultare il vostro pediatra, che saprà indicarvi la terapia più adatta.

Se non sono coliche, però, cosa potrebbero essere? Potrebbe trattarsi di dolori addominali legati alla digestione o dolori dettati dalla presenza di aria nell’intestino, oppure ancora, se si presentano di sera, potrebbero essere fastidi dovuti alla stanchezza e al nervosismo della giornata. La domanda però non cambia: come possiamo intervenire?

In base alla causa scatenante di questi pianti, si possono attuare diverse soluzioni. La valutazione condotta da un osteopata è senz’altro molto utile per capire quali sono i motivi responsabili dei dolori al vostro bimbo. L’osteopata, con una chiacchierata iniziale nel corso della quale potrà raccogliere importanti informazioni e con una valutazione palpatoria, sarà in grado di capire quali sono le cause del dolore e come intervenire per dare sollievo nel minor tempo possibile. 

L’intestino dei bambini non solo è in via di sviluppo ma è anche strettamente collegato alla colonna vertebrale lombare e alla parete addominale. Questa convivenza può condurre a tensioni in grado di generare dolore addominale. Da non dimenticare inoltre che la digestione della proteina del lattosio, fondamentale per la crescita dei neonati, porta alla produzione di gas all’interno del tubo intestinale, il quale a sua volta genera fastidio in fase di transito o difficoltà di espulsione. 

Da precisare che queste sono solo alcune delle cause che l’osteopata può riscontare. Ogni bambino ha infatti la propria storia e va valutato nel suo insieme.

In attesa dell’osteopata, noi genitori come possiamo aiutare con prontezza il piccolo disperato? 

 

Strategie per mitigare i sintomi delle coliche nei neonati

Ecco delle piccole strategie in grado di mitigare i sintomi.

  • Il caldo: come per gli adulti, il calore in prossimità della pancia aiuta a distendere la parete addominale e dona sollievo. Attenzione però a non esagerare, no alla boule dell’acqua calda, sarebbe troppo! Per esempio, i sacchetti di semi o di farro, da scaldare in forno o in microonde, sono una soluzione semplice ed efficace e soprattutto garantiscono un calore di intensità moderata. Ne esistono di tanti tipi, tra cui la dolcissima versione baby, in cui i semini sono contenuti all’interno di morbidi peluche. 

coliche

Vi presento il nostro riccio ciccio e il nostro Pingu, grandi alleati. 

 

  • La posizione prona: quando il bimbo è a pancia sotto, le fasce che rivestono l’intestino diminuiscono la loro tensione. Questa posizione, sconsigliatissima in culla per tutti gli aspetti legati alla sicurezza del neonato, risulta invece ottimale tra le vostre braccia. Il consiglio è quindi di tenerlo in braccio, con il pancino sulla vostra mano e la testa nel cavo del gomito, in questo modo potrete controllare costantemente che il piccolo respiri e contemporaneamente dargli sollievo. Una buona idea è quella di tenere nella mano, a contatto con il pancino del vostro bimbo, il sacchetto con i semini caldi. Così facendo potrete unire le due strategie, una non esclude l’altra. 

  • Lo stretto contatto fisico: tenere i bimbi in fascia o in marsupio aiuta a calmarli (una raccomandazione a questo proposito: affidatevi solo e soltanto a supporti ergonomici e, in questo caso, meglio ancora se indossati “cuore a cuore”). Lo stretto contatto genitore/bambino, che genera calore, aiuta infatti a calmare gli stati di stress e ansia. Spesso poi, in questa posizione i bimbi si addormentano, consentendo quindi alla muscolatura addominale di distendersi e ridurre il fastidio alla pancia.

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Sì, questa sono io stravolta dalle coliche del mio primogenito. 

 

  • Il massaggio addominale infantile: anche un bel massaggio al pancino può aiutare. In moltissimi consultori e associazioni, numerosi professionisti organizzano corsi ad hoc per insegnare come massaggiare in modo corretto e dare sollievo. Generalmente il massaggio deve essere piacevole, rilassante, dolce e deve essere fatto sempre in senso orario (secondo la peristalsi intestinale), tenendo a mente poi di mantenere un contatto diretto tra la mano del genitore e la pelle del bimbo. Un luogo caldo e una luce soffusa trasformeranno poi questo momento in una meravigliosa coccola. 

  • Controllare che ingerisca meno aria possibile: ridurre, quindi, al minimo l’eventuale uso del ciuccio, che porta inevitabilmente ad ingerire aria, e controllare che la suzione sia ottimale. La suzione è bene controllarla sia essa al seno, con il consulto di una ostetrica specializzata, o al biberon, ponendo attenzione che la tettarella riempa bene la bocca del bimbo, che non succhi aria e che il latte sia adatto alla digestione del piccolo. 

Un pizzico di pazienza, infine, non guasta…piano piano tutto passerà!

 

@semplicemente_osteopata

Quando il bambino balbetta...

 

L’autrice

@semplicemente_osteopata

kia_bensiSono Chiara, ho 32 anni e sono donna, moglie di Marco e mamma di due splendidi bambini. 

Nella vita sono entusiasta per la scelta fatta: ho deciso di prendermi cura della salute delle persone diventando osteopata. Mi sono diplomata nel 2013 e da allora lavoro sul territorio mettendo a disposizione dei pazienti le conoscenze acquisite. 

Del mio lavoro amo la soddisfazione nel vedere tornare il sorriso sul volto delle persone che mi cercano, amo renderle autonome e consapevoli di come posso intervenire al meglio per la loro salute. 

Tutto questo attraverso le mie competenze ma soprattutto le mie mani, la mia voce e il mio cuore. Seguo gli adulti, le donne in gravidanza e i bambini, consapevole del fatto che ciascuno di noi è diverso e unico a modo suo. 

Oltre al lavoro in studio, insegno nella scuola dove mi sono formata e collaboro con numerose realtà, tra cui un’associazione di ricerca scientifica.  

Contatti: 

Sito:  www.chiarabensi.it

IG: @semplicemente_osteopata

FB: Chiara Bensi Osteopata

Mail: chiara.bensi@gmail.com

 

 

 

 

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Osteopata

Sono Chiara, ho 32 anni e sono donna, moglie di Marco e mamma di due splendidi bambini.

Nella vita sono entusiasta per la scelta fatta: ho deciso di prendermi cura della salute delle persone diventando osteopata. Mi sono diplomata nel 2013 e da allora lavoro sul territorio mettendo a disposizione dei pazienti le conoscenze acquisite. 

Del mio lavoro amo la soddisfazione nel vedere tornare il sorriso sul volto delle persone che mi cercano, amo renderle autonome e consapevoli di come posso intervenire al meglio per la loro salute. 

Tutto questo attraverso le mie competenze ma soprattutto le mie mani, la mia voce e il mio cuore. Seguo gli adulti, le donne in gravidanza e i bambini, consapevole del fatto che ciascuno di noi è diverso e unico a modo suo. 

Oltre al lavoro in studio, insegno nella scuola dove mi sono formata e collaboro con numerose realtà, tra cui un’associazione di ricerca scientifica.  

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