Educazione affettiva e sessuale. Parliamone, soprattutto ai genitori!

 

Educazione affettiva e sessuale

 

Nel mio lavoro come doula mi è capitato di parlare insieme ai genitori di dubbi ed interrogativi vari riguardo la sessualità, il come affrontarla insieme ai bambini e alle bambine. E’ un argomento così vasto, che abbraccia la fisicità del corpo, la curiosità e l’esplorazione, le domande, l’incontro con l’altro, l’intimità, l’amore…. Ciascuno di noi adulti ha la sua storia, fatta di vissuti ed esperienze diverse, e non sempre riusciamo a rapportarci con naturalezza, senza sovrastrutture, al confronto con i più piccoli.

Quello che è giusto tenere presente è che i bambini non hanno quelle sovrastrutture, il mondo per loro è come glielo consegnamo, e come primi referenti chiamati a rispondere ai loro bisogni, sarebbe buono consegnargli una visione il più possibile “pulita” dai nostri filtri, certamente adeguata all’età nelle parole e nei contenuti.

In occasione dell’ultima Giornata Mondiale contro l’AIDSho pubblicato un video in cui i miei figli scartano un preservativo e parlano di cosa sia, a cosa serva. Dopo quel video diversi genitori mi hanno scritto o telefonato dicendo che anche a loro sarebbe piaciuto parlarne con tanta naturalezza ai figli…ma ragionando insieme non sarebbe stato proprio nelle loro corde: in quel video la mia famiglia appariva ad alcuni come un modello di emancipazione, e addirittura qualcuno si è sentito inadeguato perché provava imbarazzo e si sentiva in difficoltà.

 

Così, ho raccolto una serie di riflessioni, e situazioni che per molti genitori risultavano “delicate”: proprio perché siamo tutti diversi, alcuni di noi hanno un rapporto, mettiamo, con la nudità del corpo in casa, con le porte chiuse o aperte quando si va in bagno, con il sangue mestruale…per citare qualcosa di quotidiano, che iniziamo a trasmettere in qualche modo ai nostri figli già da piccolissimi, ma si arriva presto a domande più specifiche, magari sul corpo, o sul fatidico come nascono i bambini, e più avanti alla nostra ragionevole preoccupazione di fornire informazioni che possano proteggerli da pericoli esterni. 

Come doula il mio lavoro consiste anche nell’aiutare i genitori a sentirsi più sicuri delle loro competenze, cerchiamo insieme di centrare il bisogno, per trovargli una collocazione, spesso riferendoci ad altri professionisti. E’ nata così l’idea insieme alla Dott.ssa Giulia Marchesi, psicologa e sessuologa esperta in educazione sessuale, di organizzare un incontro informativo rivolto proprio a genitori ed educatori della fascia d’età 2-10 anni, che potesse aiutare a sostenerli e consegnargli alcuni strumenti di base. 

L’evento ha avuto un grande successo ed ha raccolto moltissimi spunti, soprattutto dai genitori presenti ma anche da chi non è potuto intervenire, tanto che ce ne saranno altri, anche più approfonditi. Si è aperto uno spiraglio per cui è emersa da parte dei genitori la necessità di parlarne, di confrontarsi, e la presa di coscienza che in primis siamo noi, a poter usare questa grande occasione, che è la responsabilità di crescere delle giovani persone, per ascoltarci, per riportarci sui nostri comportamenti, sui nostri modi di vedere le cose, e sentire se non possa essere utile lavorare su qualche nostro aspetto, magari rimasto in sospeso, nell’ottica di migliorare la serenità della relazione, e consegnargli la nostra migliore versione possibile.

L’educazione sessuale inizia dall’educazione al corpo, la sua accettazione, i suoi confini, il rispetto, il consenso, la relazione con gli altri, l’affettività, l’amore, le emozioni che si provano, il valore dato a queste emozioni…ma ricordiamoci sempre che i bambini vivono nel presente, cercano risposte chiare e semplici e non lunghe spiegazioni.

Se coltiviamo fin da piccolissimi un rapporto di fiducia con i bambini, rispondendo con naturalezza e con verità alle loro domande, sarà via via più facile crescendo, aggiungere, ampliare, integrare le informazioni. L’idea che arrivi un “momento giusto” per “fare un discorso” è abbastanza ansiogena e poco efficace, ormai possiamo affermarlo tranquillamente. Mentre nel quotidiano, possiamo fare caso a tantissime occasioni per parlare, in modo facile e naturale, di piccoli aspetti che concorrono a costruire tutto quel bagaglio che poi sarà parte delle competenze dei nostri bambini. 

 

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Mi piace molto un’espressione usata da Giulia che è “consegnare un corpo intero” ovvero nominare correttamente tutte le parti del corpo, con nomi veri, senza necessariamente usarli abitualmente ma spiegandoli, perché il vero nome di pisellino è pene, il vero nome di patatina è vulva, il vero nome di nasino è naso, e così via. Perché il corpo possa essere naturale intero appunto, e senza tabù. 

Trasmettiamo l’importanza del rispetto di quel corpo, del rispetto dei no, dei confini, delle parti condivisibili con gli altri, sempre se lo si desidera (ad esempio, dare o ricevere un bacio od un abbraccio) e di quelle private, che nessuno deve toccare o chiedere di toccare a te. Intorno a noi, tutto può essere uno spunto: animali se ne abbiamo o se possiamo osservarne, sorelline o fratellini in arrivo o già arrivat*, fotografie dei loro primi giorni: per parlare di nascita, e di Amore. 

Alle domande dei bambini rispondiamo sempre: risposte semplici, parole semplici, adeguate all’età, ma Vere. Se siamo in difficoltà in quel momento, rimandiamo a più tardi, ma non dimentichiamo, perché una domanda che resta senza riposta può lasciare da qualche parte l’idea che sia una domanda da non fare, e non contribuisce alla costruzione di quella fiducia che invece desideriamo salda e duratura.

 

L’educazione sessuale non può prescindere da quella affettiva ed emotiva, e ci riguarda tutti; si parla di attivarla nelle scuole fin dall’infanzia, iniziativa che mi vedrebbe favorevole, perché sarebbe il segnale di una presa in carico dell’importanza di queste tematiche per la collettività, per i cittadini di domani, parlando in primis con i genitori, affinchè siano loro a parlare con i bambini, perché è con noi la loro relazione più profonda, ma dobbiamo assumerci la responsabilità di conoscere le modalità e gli strumenti giusti. 

Un laureando in psicologia a Torino, Andrea Todisco, ha creato per la sua tesi un progetto sperimentale di una serie di incontri di educazione sessuale ed affettiva rivolta ai genitori di una scuola materna…chissà, che non possa essere un inizio…

 

Francesca 

@mammafrau

 

L’autrice

 

@mammafrau 

Mi chiamo Francesca, (anche se sui social mi trovate come @mammafrau!) Vivo a Roma, sono madre di tre bambini di 10, 7 e 4 anni, e sono una doula dal 2012.

Cioè lavoro con le mamme, con le famiglie, dalla gravidanza o prima, per incontri e informazioni, durante il travaglio e il parto se desiderano che sia lì con loro, dopo la nascita per accompagnare i cambiamenti e le emozioni che arrivano, per sostenerle nelle loro scelte, o magari per pensare alla cena, perché per prendersi cura di un bambino o di una bambina c’è bisogno di riceverne. 

Abbiamo dato vita ad un’associazione che si chiama Mammadoula, che ha partecipato a progetti anche nel sociale, e che unisce doule residenti in diverse città, anche se ciascuna opera in modo autonomo. 

Sono Referente Certificata da Il Parto Positivo- Babybrains ®: Babybrains è un laboratorio rivolto ai genitori che offre loro le scoperte delle neuroscienze sul funzionamento e lo sviluppo della mente dei bambini dal concepimento fino circa ai 4 anni d’età, incoraggiandoli ad osservare i loro figli, a partecipare alla loro crescita in modo divertente cercando le soluzioni giuste per loro, senza metodi, senza istruzioni, ma rafforzandoli nelle loro capacità di riconoscere i bisogni dei bambini, instaurando con loro una relazione più sicura. Come referente, sono conduttrice dei laboratori sul territorio di Roma insieme alla mia collega Hannah. 

Ho una mini esperienza come blogger, che ho curato con amore ma lasciato andare perché man mano che le mie giornate cambiavano non riuscivo a dedicargli la giusta attenzione, ma amo molto i social come strumento per connettere le persone, le buone pratiche e i bei progetti, e utilizzo con gioia il mio profilo Instagram @mammafrau per condividere spunti e riflessioni sulla vita quotidiana, il mio lavoro, tematiche legate alla genitorialità e alla femminilità, mentre la mia pagina Facebook è questa.

Grazie a Flavia, con la quale ci siamo ritrovate proprio grazie ai social, per questa collaborazione, perché fare rete con intenti affini è una delle cose in cui credo di più, e che funziona, per veicolare i messaggi, e per aiutare le persone.

 

 

Polpettine di ceci e zucca

 

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