Alcune indicazioni e riflessioni utili per strutturare l’angolo dei travestimenti…

 

Quando lavoravo all’asilo nido, l’angolo dei travestimenti era uno di quegli spazi della sezione che non usavo quasi mai. Non mi divertiva molto vedere i bambini travestirsi, guardarsi allo specchio, girare per la classe conciati come viandanti. Di conseguenza, non lo pensavo mai come uno spazio in cui proporre attività strutturate o perlomeno guidate da me. Non sapevo cosa farmene…

Oggi lo guardo con occhi diversi e riesco a vederne tutte le potenzialità.

Potrei addirittura dire che si tratta di uno degli angoli più ricchi di spunti di riflessione e di occasioni di crescita che potremmo mai predisporre per un bambino.

Il mio punto di vista, come su molte altre cose, è mutato in relazione alla nascita della mia piccola Vittoria. Invece di strutturare angoli nelle classi, oggi strutturo e dedico tutta me stessa a pensare a come aiutarla a crescere pensando uno spazio che sia pieno di stimoli e di opportunità.

 

Che cos’è l’angolo dei travestimenti?

 

Innanzitutto se volete sapere cosa sono gli angoli e perché ne parliamo in relazione ai bambini vi consiglio di leggere questo articolo “Come organizzare la stanza del bambino (…e farla riordinare a loro!)”.

Detto questo, l’angolo dei travestimenti è una piccola area della camera dei bambini in cui predisponiamo ceste e appendiabiti contenenti vestiti, maglie, cinture, cappelli, scarpe, collane, etc, riciclate dai nostri armadi, e uno specchio, in cui il bambino possa ammirarsi.

 

Quali competenze si sviluppano nell’angolo dei travestimenti?

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Ogni angolo della stanza del bambino è pensato per offrirgli strumenti e condizioni per poter sviluppare delle competenze specifiche. Nel caso dell’angolo dei travestimenti, il fine è quello di dare l’opportunità al bambino di esplorare l’area dell’Identità e del Sé.

Strettamente legato alla comparsa del gioco simbolico, ovvero quell’insieme di giochi prodotti dalla capacità di “far finta”, in questo angolo i bambini potranno conoscersi meglio e acquisire consapevolezza della loro identità. Ormai chiaramente distinti dai genitori, i bambini interiorizzano l’immagine di se stessi e la mettono alla prova, modificandola continuamente attraverso travestimenti e personaggi.

Il solito “monta-smonta” per capire meglio e apprendere…

 

Da quale età ha senso parlarne?

 

Il gioco dei travestimenti è fortemente ancorato al gioco simbolico, proprio per la caratteristica di generalizzare quello che il bambino conosce del mondo, averlo fatto proprio e ora poterlo utilizzare come preferisce per poter esprimere se stesso e la sua fantasia. Senza la capacità del bambino di crearsi immagini mentali degli oggetti del reale, non gli sarebbe possibile giocare con l’immaginazione e quindi non potrebbe mai far finta di essere qualcun altro di diverso da sé.

Ecco perché l’età minima per proporre attività di questo tipo, e quindi anche pensare di predisporre un angolo dei travestimenti, è 24 mesi.

 

Come si struttura l’angolo dei travestimenti?

L’angolo deve essere organizzato con ceste per contenere vestiti, appendiabiti, accessori di ogni tipo, come collane, scarpe, bracciali, borse, e soprattutto dovrà esserci uno specchio a grandezza intera, così che il bambino possa studiarsi e riconoscersi in queste nuove affascinanti vesti. (Se vuoi sbirciare il mio angolo nella cameretta di Vittoria e avere maggiori informazioni guarda il video)

Ovviamente, esistono in commercio mobili strutturati per favorire questo tipo di attività, completi di specchi e tessuti, ma come sempre vi consiglio di preferire accessori e abiti appartenenti a membri della famiglia, così che anche l’odore di quegli oggetti possa suscitare nei bambini emozioni.


La scelta degli oggetti da inserire nell’angolo è totalmente arbitraria. Potreste pensare di proporre un certo tipo di vestiti, come quelli di carnevale, che sono però fortemente definiti e che quindi lasciano poco spazio al gioco libero e maggiore ad attività strutturate. Nulla toglie che possiate allestire un angolo dei travestimenti per tutte le volte che avrete voglia di giocare ai pirati e alle principesse…

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Se invece non volete perdere l’occasione di conoscere un po’ meglio il mondo interiore dei vostri bimbi e state cercando di fornirgli tutti i mezzi possibili per esprimersi, vi consiglio di strutturare poco gli spazi e la scelta degli oggetti, affinché sia il bambino con la sua fantasia e il suo modo di essere, a mettere insieme i pezzi e sfruttarli per parlarci di se stesso.

Infine, ci tengo a sottolineare l’importanza di inserire nelle ceste abiti e indumenti a prescindere dal genere. Come sempre, i bambini dovrebbero poter crescere liberi da categorie che siamo noi adulti a dargli, provocando spesso dissonanze che in futuro si traducono in problemi più seri.

Perciò vi consiglio di mettere vestiti di ogni tipo e di non rimanerci male se il maschietto mette la gonna o indossa la borsetta: solo così potrà definire meglio il suo genere e accettare entrambe le parti presenti in ognuno di noi. Nella costrizione e nel giudizio impara solo a nascondere e a rifiutare, andando contro quel desiderio di esplorazione e conoscenza che è alla base del gioco dei travestimenti e della conseguente consapevolezza della sua identità e di se stesso.

Un ulteriore aspetto interessante è osservare come bambini rappresentano i genitori. Se una bambina volesse indossare il cappello del padre e iniziasse a parlare come lui, l’attenzione dell’adulto dovrebbe  concentrarsi sull’immagine che essa ha interiorizzato e che ora sta riproponendo attraverso il gioco, per poter riflettere su cosa l’ha colpita e cosa forse sarebbe meglio evitare di mostrargli. Anche il tipo di gioco che i bambini mettono in atto quando vestono gli abiti di altri personaggi, tra cui i genitori, può dare indicazione su come il bambino veda l’agire degli adulti e quali aspetti e schemi ha fatto propri.

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Perché è importante per la crescita del bambino?

 

Tutto ciò che inseriamo nell’angolo fa sì che abbia inizio la storia di quel personaggio che è stato creato e “messo in scena”, che potrebbe presto diventare un pirata e dar voce a pensieri, azioni ed emozioni del bambino nascosto in quei vestiti.

La ricchezza di questo angolo, infatti, non è negli oggetti che vi inseriamo ma nella possibilità che diamo ai bambini di poterli usare per mostrarci la loro mente e il loro mondo.

In questo angolo non solo avranno modo di conoscersi meglio e di accettarsi, ma anche di calarsi in personaggi e avventure che permetteranno alle loro emozioni di esprimersi e di parlare, magari attraverso la distanza creata dall’utilizzo di un alter ego…

L’importante è, come sempre, essere in ascolto!

 

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@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Consulente dello sviluppo

Dunque io sono Flavia, sono dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice, sono un’ex-educatrice. Sono una mediatrice e counselor scolastica.

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con mia figlia conta poco.

Vorrei salvare un genitore alla volta e insieme a loro cambiare il mondo. 

Credo nelle persone e nelle parole che scelgono di pronunciare perché mi piace indovinare che cosa hanno bisogno di nascondere…

Formulo teorie e riflessioni su tutto, tutto, tutto!


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