Non sempre sappiamo come aiutare i bambini nelle loro fasi di crescita o davanti a un problema. Vi lascio 10 regole che potranno aiutarvi…

 

Come aiutare i bambini a crescere

 

I bambini non sono poi così difficili da capire.

Ma quando i bambini sono i nostri figli, è diverso.

Una serie di fattori che sfuggono al nostro controllo decidono di offuscarci la vista e da lì in poi è buio pesto.

Non sappiamo cosa fare, non sappiamo a chi rivolgerci, non sappiamo come aiutarli.

Lo sconforto è dietro l’angolo e anche il senso di colpa per non essere riusciti ad essere per loro una guida.

Di recente ho avuto qualche problemino con Vittoria.

Capricci a non finire per tutto. Mi sono sentita svuotata. Risucchiava tutte le mie energie. Non sapevo proprio cosa fare. Ci credereste?

Pensate che mi siano venute in mente tutte le indicazioni che chiaramente conosco su come gestirli al meglio?

Ovviamente no. Ho reagito d’impulso a tutte le sue provocazioni e il risultato è stato disastroso, soprattutto psicologicamente.

Mi sentivo un disastro. Una pessima madre che non riusciva ad aiutare la figlia e la cui vita era un continuo compromesso. Che fatica!

In effetti avevo capito che qualcosa non andava ma cosa di preciso non riuscivo proprio a individuarlo.

Chi di voi non si è mai trovato in questa situazione di impotenza in cui come fai sbagli?

Pensate che mi capita di trovarne anche tra le insegnanti che seguo per i miei corsi di formazione nelle scuole. In quei casi spesso inizio il discorso affermando con decisione che una buona osservazione è la base di un buon risultato, perché se non leggiamo bene qual è il problema come possiamo trovare una soluzione che funzioni?!

 

aiutare i bambini

 

E subito aggiungo: “Come potete fare una buona osservazione se siete totalmente inserite e assorbite dalla classe?” (Non è la stessa situazione dei genitori?).

Be’, allora dirò a voi e a me, quello che dico sempre a loro.

Un buon modo per superare l’impasse è sapere cosa guardare.

Avere gli strumenti per seguire quella corda immaginaria che ci tiene vicini al bagnasciuga quando ci sentiamo sbattere di qua e di là dalle onde in mezzo al mare.

 

Come sempre, da brava amante degli elenchi puntati e delle regole in essi racchiuse, vi mostro di seguito quale può essere la nostra corda per poter aiutare i bambini con qualsiasi problematica della loro crescita:

  • Osservare  Il nostro sguardo non dovrà balzare da un comportamento inspiegabile all’altro, facendoci ben presto sprofondare nello sconforto più totale. Cerchiamo di guardare i bambini senza preconcetti, convinzioni e principi morali. Guardiamoli per quello che sono e per quello che fanno, senza interpretare. In poche parole, annotiamoci solo ciò che vediamo e non ciò che pensiamo di quello che vediamo…

  • Confrontarsi  Diciamo che abbiamo capito che qualcosa non va e l’osservazione ci ha confermato questa sensazione. Di quel qualcosa che ci sembra strano parliamo, sempre con il massimo dell’obiettività, con le altre figure di accudimento come nonni, parenti vari, insegnanti. Anche loro conoscono il bambino e una riflessione con più elementi può di certo aiutarci a prendere la giusta distanza e aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo.

  • Individuare  A questo punto siamo pronti per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Abbiamo notato che il bambino ha un certo tipo di comportamento, con determinate persone o con tutti, in un contesto piuttosto che in un altro…Siamo pronti a farci un’idea della causa.

  • Informarsi  Benissimo, ci siamo fatti un’idea ma ancora non sappiamo da che parte iniziare perché non sappiamo da cosa può dipendere, come potrebbe reagire, che cosa possiamo fare noi. Informatevi!Sono davvero poche le cose che riguardano i bambini di cui ancora non si possa trovare un qualunque tipo di trattazione anche su YouTube!

  • Provare un metodo alla volta  Avete fatto come vi ho consigliato ma ancora avete le idee confuse dalla miriade di informazioni raccolte e metodi da applicare (questo è il rischio del mondo di oggi: da 0 a 100 in un clic!). Scegliete un metodo che sia maggiormente nelle vostre corde, che rispecchi il vostro stile educativo e che non vi costi uno sconvolgimento profondo poter applicare.

  • Adattare il metodo  Lo dicevo pochi giorni fa su Ig: “Ogni metodo va adattato alla vostra situazione!”. Non ci sono metodi perfetti, che funzionano sicuramente con tutti i bambini, che vi garantiscano risultati facili senza lavoro. Dovete lasciarvi incuriosire dal metodo e dai risultati ottenuti dagli altri ma poi lo dovete far vostro, altrimenti non funzionerà per voi…

  • Dare tempo  Spesso parlo con mamme e insegnanti che si lamentano di averle provate tutte ma nessuna funziona con quel bambino. Mi chiedo sempre quanto tempo abbiano dato a quel bambino per poter accettare il cambiamento impostogli da qualcun altro e farlo proprio. In genere, la risposta a questa mia domanda arriva spontaneamente da loro quando mi confessano che il tutto è stato provato, adattato e rimosso nel giro di una settimana…Come può funzionare?!I bambini, ma azzarderei gli esseri umani, hanno bisogno di tempo per elaborare e comprendere cosa sta effettivamente succedendo!

  • Osservare successi e fallimenti del metodo  Prima di mollare un metodo e provarne un altro, cerchiamo perlomeno di focalizzare quanto di buono ci ha dato quel metodo e quanto di meno buono. Sarà nostro compito tenere ciò che funziona e includerlo nel nuovo metodo da provare.

 

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  • Riflettere  Di quel famoso tempo per vedere come vanno le cose e poter poi giudicare se un metodo funziona o no, abbiamo estremo bisogno anche noi. Chiaramente tutto questo lavoro da fare con i bambini deve essere pensato e monitorato da noi ed è facile che si ricada in quello stato d’invischiamento iniziale, in cui siamo troppo coinvolti per poter guardare davvero cosa accade. Prendiamoci tempo. Riflettiamo. Raccogliamo risultati, positivi e negativi. Dobbiamo di nuovo allontanarci.

  • Non mollare. Mai.  Lo sconforto, soprattutto per la fatica fatta e mai ripagata con dei risultati concreti, potrebbero portarci, e vi assicuro che succede spesso, a mollare tutto così e a farci forti dell’idea che in fondo sarà una fase e che passerà da sola.“In fondo, siamo cresciuti tutti no?” . Per un bambino, in difficoltà o no con qualche fase di sviluppo, vedere un genitore rassegnato, che lo identifica facilmente come “Il bambino che non mangia”,“Il bambino che morde”“Il bambino che va male a scuola”, arriva veloce come un pugno inaspettato sul naso della sua autostima e lo atterra per sempre. Se neanche i genitori pensano di poterlo aiutare allora è proprio un caso disperato e non degno dell’amore di nessuno… Perciò non mollate mai. Magari rimanete fermi qualche giorno in più al punto 9 ma non mollate.

 

Forse, di tutte le indicazioni date, quella che risulterà più difficile seguire sarà quella di dare e darci tempo.

Mi sento di dire che spesso è proprio questa la causa e la soluzione della maggiore parte dei problemi, dei bambini e dei nostri…

 

 

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