Mamme e ritorno al lavoro… non tutti i genitori vivono questa separazione in modo struggente.

C’è chi non vede l’ora di tornare ad avere un po’ di tempo per sé anche se questo significa passarlo in ufficio, e chi il lavoro lo lascerebbe volentieri pur di poter stare con il proprio bambino.

In ogni caso ecco alcuni consigli…

 

Mamme e ritorno al lavoro

 

Oggi ero su Instagram e mentre scorrevo ho trovato il post di una mamma che parlava con il figlio, neonato, scrivendo quanto sarebbe stato difficile per lei lasciarlo per tornare a lavoro, quante preoccupazioni aveva anche solo al pensiero di lasciargli abbastanza latte…

Oggi voglio parlare delle mamme.

Di tutte quelle donne che sono diventate mamme, la cui vita è cambiata totalmente. Tutte quelle donne che ora sono dipendenti e terrorizzate all’idea di lasciare il proprio bambino per tornare a lavoro.

Quanto è difficile…

Quando è toccato a me Vittoria aveva 8 mesi.

Il mese prima di rientrare pensavo e ripensavo al giorno che avrei dovuto lasciarla ai nonni, quindi una scelta in realtà confortevole… per me non lo è stata affatto!

Ero distrutta.

Quanto ho pianto.

Cercavo di parlarne ma intorno a me trovavo solo storie di persone che, quando era toccato a loro, lo avevano fatto e basta. Nessuna emozione da raccontare.

Mi sentivo diversa e sola…

Ma poi l’ho fatto. Semplicemente. Per forza.

E in quel nuovo ordine di cose, ho saputo trovare un equilibrio… nuovi orari, nuovi momenti per me, tempo che lei trascorreva con i nonni e se li godeva, tempo da sola con il suo papà!

Mi è sembrato che tutto avesse un posto e che per tanti versi fosse meglio ora di prima che stavamo sempre insieme.

Ho sempre creduto che fosse una magra consolazione ma oggi, a tutte quelle mamme che devono fare il grande passo di lasciare i loro figli per tornare a lavoro, voglio dire: lo so che è durissima e forse nessuno intorno a voi sembra capire quanto male possa farvi dentro, ma sappiate che tutto si sistemerà, troverà la sua strada per essere e farà bene…

 

Mamme e ritorno al lavoro 

 

Vediamo ora cosa possiamo fare per non far sentire al bambino l’assenza della mamma:

1.Abituare il bambino poco a poco a questa idea, in modo che non si senta abbandonato.Qualche settimana prima iniziate ad avvertire il bambino che la mamma sarà fuori di casa per un po’ di tempo al giorno. Tuttavia, se il rientro al lavoro avviene quando il bambino è ancora molto piccolo, ovvero entro i 12 mesi, non comprenderà del tutto il significato delle vostre parole perciò sarà più importante predisporre le condizioni affinché non si senta disorientato dalla vostra assenza. In ogni caso, sarà bene abituare il bambino alle nuove routine e alle nuove persone che si prenderanno cura di lui gradualmente. Iniziate perciò alcune settimane prima a lavorare sulle modalità di gestione dell’alimentazione e dell’addormentamento (fasi della cura altamente connesse nei primi anni di vita alle figure di riferimento), e affiancate la persona che vi sostituirà lasciandole sempre più spazio con il bambino, così che si affezioni e si fidi di lei. Nel momento in cui vi assenterete, dovrà essersi già stabilita la nuova routine con altre figure (nonni, babysitter, asilo nido)!

 

2.É importante che quando tornate a casa siate sorridenti e disposte alla condivisione di un tempo insieme. Questo deve essere un momento felice per il bambino e deve “dare senso” alla vostra assenza. Lasciate andare tutte le emozioni contrastanti rispetto a chi si è preso cura del bambino quando non c’eravate, i sensi di colpa per quella sensazione di averlo “abbandonato” o fatto soffrire. Godetevelo!

3.Fare tutto il possibile per dedicare il vostro tempo libero al bambino, il quale è stato molto tempo senza di voi e ora ha bisogno della vostra presenza, fisica e mentale. Vi assicuro che comprendo benissimo la difficoltà di dover gestire oltre al lavoro anche la casa e il resto, ma dedicare un tempo di qualità ai bambini è solo questione di abitudine! Si tratta di piccole cose, come addormentarsi insieme, chiacchierare del più e del meno, leggere una storia, condividere l’attenzione su un gioco che ama e vuole proprio mostrarci. O semplicemente abbandonarsi a un momento insieme, senza fare nulla, con l’unico obiettivo di godere della presenza dell’altro. Questi pochi momenti di intimità, di interazione, di condivisione dello sguardo, di percezione dell’altro, valgono molto più di un giorno completo passato materialmente insieme!Perciò non angosciatevi del tempo che perdete, ma garantite un tempo di qualità al vostro bambino ogni giorno, anche se fosse solo 1 ora. Basterà. Sul mio profilo Instagram trovate anche il #challenge che ho proposto per aiutare i genitori a costruire uno spazio dedicato e uno divenire consapevoli di uno strumento utile per tutte le fasce d’età (anche quella adulta)! 

4.Non mancate nei giorni importanti, in cui la vostra presenza per il bambino è insostituibile (vaccini, visite mediche, feste, primi giorni di scuola, etc…). Non esserci lo farà sentire solo e senza appoggio nel posto in cui non dovrebbe mai sentirsi tale: dentro di lui. Sarà meglio organizzare il lavoro, e magari avere qualche problema in più lì, che deludere il bambino, finendo per sminuire anche tutto il lavoro fatto con chi vi sostituisce. Il bambino finirà infatti per non vederli  più come una soluzione funzionale ma solo un modo per essere affidato ad altri…

 

Se vuoi confrontarti mi trovi sempre qui!

 

 

Flavia

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Counselor

Dunque io sono Flavia, sono Counselor socioclinica e dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice e ho lavorato per molti anni come educatrice all’interno di asili nido e scuole dell’infanzia. 

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Amo lavorare con genitori e bambini, entrare nel loro mondo, metterli in connessione e vedere come la loro relazione cambia e li renda finalmente felici!

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