Fretta, impegni, pressioni sociali.

Tutti fattori che oggi rendono la genitorialità ancora più complessa di quanto non lo sia già. Quante volte mi trovo a riflettere con i genitori su quanto ci sentiamo disorientati da tutto ciò che sappiamo, dai social, dai libri, per poi non sapere neanche più cosa è giusto per noi…

 

É importante che il bambino mangi in modo sano e faccia sport perchè il suo corpo si sviluppi e stia bene.

É importante che vada a scuola per socializzare e che vada d’accordo con tutti senza creare problemi e stando calmo e seduto e fermo, altrimenti c’è qualcosa che non va.

É importante che impari altre lingue, a leggere prima dei 6 anni e a suonare uno strumento musicale quando ci sono le finestre di apprendimento perchè così sarà più facile dopo…

É importante che abbia un tempo di qualità con i genitori, che abbiano voglia di giocare con lui, che abbiano la pazienza di accogliere, empatizzare e spiegare davanti a ogni capriccio, altrimenti ne sarà traumatizzato.

 

Tutto vero, o quasi.

Ma come si fa a fare tutto questo nel mondo in cui viviamo oggi?

E se invece le cose davvero importanti per crescere bambini sereni e competenti fossero di meno e quindi più facilmente raggiungibili?

Vediamo.

Mi faccio aiutare dagli autori

 

Fare la mamma è difficile...?

 

Il primo è J. Bowlby, psicologo e medico britannico, il quale riteneva che la caratteristica più importante dell’essere genitori fosse fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondoesterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato.

Il secondo è  D. Winnicott, pediatra e psicanalista britannico, il quale propone una teoria che pone al centro dello sviluppo dell’individuo la relazione del bambino con la madre, primo «contenitore» e fondamentale mediatore del suo ingresso nel mondo. Winnicott ci parla di una madre “sufficientemente buona”, ovvero in grado di adattarsi ai bisogni del bambino.

Non una madre perfetta, ma psicologicamente sana e consapevole.

Per ultimo mi sono tenuta E. Tronick e la sua teoria sulla regolazione reciproca nell’interazione madre-bambino.

Perchè?

Lo capirai!

Tronick, psicologo e neuroscienziato, ci dice che il bambino impara a regolarsi attraverso l’interazione e la relazione che vive con la madre poiché se lo scambio che ha con lei è ben regolato questo genera emozioni positive e viceversa.

Perciò quando il bambino mostra rabbia o tristezza o disagio, significa solo che valuta negativamente un’interazione non corrispondente e lo segnala al partner per chiedere di modificare il proprio comportamento.

Nel loro complesso quindi gli affetti positivi e negativi permettono al bambino di regolare l’interazione per raggiungere una regolazione reciproca.

Le ricerche in proposito indicano che per quasi il 65% del tempo l’interazione non è coordinata adeguatamente, ma che quasi la metà di questi errori interattivi vengono recuperati nel momento immediatamente successivo. Gli stati non coordinati possono rappresentare eventi positivi da un punto di vista evolutivo perché permettono al bambino di elaborare le sue capacità regolative e di diventare più capace di utilizzarle; inoltre, nella misura in cui l’esperienza di riparazione successiva diventa una caratteristica coerente e regolare dell’esperienza interattiva, il bambino svilupperà una rappresentazione della sua interazione con la madre come generalmente ben regolata e riparabile.”

Sì, hai letto bene.

Niente traumi, niente madri cattive, niente figli segnati per sempre quando un genitore sbaglia o si lascia andare a emozioni espresse in modo poco regolato.

Solo un’interazione che non ha funzionato e da cui entrambi devono imparare qualcosa per poter riparare e rendere utile allo sviluppo e alla relazione l’errore commesso.

 

Fare la mamma è difficile...?

 

Ho usato questi autori per mostrarti più cose.

Intanto che non si è genitori ma si diventa genitori.

É un processo in divenire e che permette all’individuo di rimettersi in gioco, di integrare il passato e il presente per poter giungere a un futuro che ha scelto e che lo fa sentire bene.

Questo è ciò che facciamo nel counseling con i genitori e devo dire che i feedback che mi tornano mi rendono davvero felice…

Un altro motivo è che questo è forse l’aspetto in cui mi imbatto di più durante le consulenze, quando qualsiasi tema stiamo trattando si arriva sempre a parlare di sensi di colpa per gli errori commessi, per la poca accoglienza avuta con i nostri bambini, per i traumi che pensiamo di avergli provocato.  L’ho fatto perchè abbiamo bisogno anche noi di più accoglienza ma quando lo dico (o me lo dico) non gli do poi così tanto peso. Invece se lo dicono le ricerche…

L’ho fatto perchè volevo indicarti, come sempre, un modo più semplice e funzionale di fare il genitore.

E allora ricorda, gli autori ci parlano di:

  1. uno sguardo attento ai bisogni del bambino per potergli stare semplicemente accanto e non farlo sentire solo;
  2. di basi sicure da cui partire sapendo di poter tornare, certi che qualcuno ci ama anche quando sbagliamo;
  3. di regolare insieme le nostre emozioni vivendo la relazione, senza paura di dover riparare perchè anche quello è utile!

In altre parole, farli sentire al sicuro, di non farli crescere da soli e di costruire una relazione autentica non perfetta…

Spero davvero di non essermi dilungata troppo ma di averti aiutato a vedere il quadro d’insieme.

In ogni caso, io sono qui per darti strumenti e consapevolezze per stare accanto a tuo figlio mentre cresce e, se vorrai, per accompagnarti su quella strada che porta alla nascita di una nuova te

 

Un abbraccio

Flavia

 

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Counselor

Dunque io sono Flavia, sono Counselor socioclinica e dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice e ho lavorato per molti anni come educatrice all’interno di asili nido e scuole dell’infanzia. 

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Amo lavorare con genitori e bambini, entrare nel loro mondo, metterli in connessione e vedere come la loro relazione cambia e li renda finalmente felici!

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