Questo quarto e ultimo incontro ho deciso di dedicarlo all’arte che più di tutte mi sta a cuore perché tocca la mia passione, che con il tempo è diventata parte della mia professione. Un percorso di unione e approfondimento di ciò che accomuna le mie anime lavorative: il movimento, puro e complesso, nella sua essenza.

La danza unisce in sé lo sviluppo della musicalità, la possibilità di incontro delle emozioni, l’incremento delle competenze spaziali e i benefici dello sviluppo motorio. L’esplorazione corporea attraverso il movimento permette al bambino di esplorare il proprio corpo e scoprire vissuti legati alle competenze spaziali in relazione a se stesso (alto basso, avanti dietro..), agli altri e agli oggetti (vicino, lontano, dentro, fuori…). Vivere l’esperienza di un corpo che si muove in uno spazio acquisendo diverse qualità (leggero, pesante, morbido, duro, flessibile ecc) offre al bambino di conoscersi e riconoscersi nella gestione emotiva.

Scoprire nuove possibilità di agire con le diverse parti del corpo, permette al bambino di sviluppare una maggiore immagine corporea, incrementando la conoscenza rappresentata dello schema corporeo. Muoversi e danzare a tempo di musica o secondo le sensazioni che la musica ci offre, dona una possibilità in più all’espressione e alla comunicazione del bambino, che incontra il mondo più profondo e ci mette in contatto senza l’utilizzo delle parole, offrendo a tutti un mezzo in più per parlare.

L’imitazione che si sviluppa nell’esecuzione di balletti incrementa una competenza chiave per lo sviluppo, che permette di gettare le basi per quelli che saranno gli apprendimenti più formali con i quali i nostri bambini e le nostre bambine dovranno incontrarsi.

La fruizione della danza, di diversi stili epoche e livelli, permette al bambino di creare narrazioni guardando e interpretando il movimento, lo espone a una esperienza integrata e completa portandolo a migliorare le competenze di analisi e critiche. Guardare al movimento come atto comunicativo artistico permette di sviluppare delle competenze creative che possono essere applicate in diversi contesti sociali.

 

Arte e bambini - la danza

 

Consigli pratici per sperimentare e fruire la danza:

Muoversi liberamente su musiche (a partire dai 15 mesi, ma anche prima). Quando il bambino inizia a mostrare interesse per la musica e i suoni e a muoversi seguendo il ritmo (competenza per la quale sono naturalmente predisposti) è il momento in cui si può evolvere un’attività solitaria di stimolazione sensoriale in un momento condiviso e pieno di scambi comunicativi significativi. Provate a posizionarvi in modo da favorire il contatto vis a vis, aspettate e osservate le azioni del bambino sulla musica: sono sempre uguali oppure mostra qualche preferenza rispetto a un tipo di suono o un altro? Si muove usando quali parti del corpo prevalentemente? Si sposta o preferisce muoversi stando nello stesso punto? Una volta osservato il movimento che fa il bambino siete pronti a riprodurlo e a favorire il rispecchiamento e il processo di imitazione con il vostro viso e il vostro modo di muovervi. Perché poi non trasformare questo meraviglioso momento in un passo a due, creando dei contatti, dei sollevamenti, dei giri insieme che vedono prima il bambino e poi il genitore portatore e leader dell’azione condivisa.

Esplorazione danzata genitore-bambino (dai 2 anni circa). Significativo può essere frequentare un laboratorio di esperienze danzate insieme ad altre coppie genitori-bambino, dove si viene guidati all’esplorazione del movimento libero e creativo tramite delle esperienze semistrutturate. Questo genere di esperienze permettono l’incontro con l’ambiente della danza in modo più protetto (non c’è la separazione con la figura di riferimento) e abbracciando il sostegno alla relazione della diade che può rafforzarsi in un continuo adattamento tra il movimento del genitore e del bambino. Inoltre essendo in una situazione più strutturata si possono iniziare ad assaporare i limiti, più o meno stretti, trovare il contatto con altri bambini sviluppando le competenze socio comunicative, e ampliare la rete di esperienze, il tutto all’interno di un ambiente altamente creativo e artistico.

Esplorazione corporea creativa in gruppo (dai 3 anni circa). Esperienze di esplorazione al movimento creativo più strutturate in piccolo-medio gruppo sono possibili dopo i 3-4 anni di età, o meglio quando il bambino mostra di essere pronto a separarsi dalla figura di riferimento per entrare in una situazione molto diversa dalle altre, insieme ai pari e in un contesto dove sono presenti nuove routine e nuove regole da imparare. Negli ultimi anni le proposte riguardo a questo genere di esperienze sono aumentate, il consiglio è di verificare bene che il professionista che tiene questo genere di corsi sia veramente formato nell’insegnamento ai bambini, che necessitano di una specificità e di un’attenzione particolare e molto più approfondita nella pedagogia e nelle modalità da usare per le proposte.

Laboratori di creazione (dai 5 anni circa…e per sempre) Quando i bambini iniziano ad avere maggiori competenze di autoregolazione, incrementano le capacità di inibizione delle risposte automatiche, aumentano lo spam attentivo e riescono a mantenere più informazioni nello stesso momento (memoria di lavoro) è il momento in cui possono iniziare le richieste di creazione più complesse. Creare significa esplorare il proprio movimento in modo più specifico, implica generare una scelta e ricordarsela per farla evolvere e stravolgerla. È un’esperienza che dona maggiore consapevolezza di quello che il corpo può fare e che si modifica nel corso dello sviluppo, mano a mano che si acquisiscono maggiori conoscenze del movimento, della danza e più capacità neuropsicologiche da mettere in campo. Per questo è, a mio avviso, un lavoro da non perdere mai, ma anzi che dovrebbe intensificarsi a mano a mano che si prosegue con gli anni di studio della danza.

Danza strutturata (dai 7-8 anni circa) Per un lavoro più accademico e strutturato, il vero e proprio studio della danza, può iniziare effettivamente non prima dei 7 anni. Prima, come diceva Piaget, il corpo e la mente, non hanno finito la loro evoluzione e quindi non sarebbero pronti a impegnarsi in un studio più profondo e specifico, qualsiasi sia lo stile che il bambino decide di approfondire (classico, modern, contemporaneo, hip hop ecc).

Visione di balletti e spettacoli (dai 6 anni circa) La fruizione della danza, come esperienza globalizzante, è un’incredibile fortuna. Esistono spettacoli dedicati ai bambini che possono essere fruiti anche da bambini di età prescolare. In generale più che l’età l’invito è di tenere in considerazione diversi aspetti dello spettacolo e di cercare di capire se per il vostro bambino può essere uno spettacolo giusto oppure no.

 

Qui di seguito vi elenco quelle che sono, secondo me, le caratteristiche principali da tenere in considerazione:

  1. Durata. Valutate a seconda dello spam attentivo del vostro bambino quanto lungo può essere lo spettacolo
  2. Variabilità. Se conoscete un po’ la storia e gli autori dello spettacolo potete immaginare quanto sarà vario il materiale che verrà presentato (musica, personaggi, scenografia, movimenti…) e come sarà presentato per passare il messaggio comunicativo.
  3. Interazione. Valutate se è presente dell’interazione con il pubblico e se questo può essere un punto a favore o a sfavore per il vostro bambino.
  4. Location. Dove viene presentato lo spettacolo e quanti stimoli sono presenti (es teatro o all’aperto) può influenzare l’attenzione del bambino e quindi la sua partecipazione.

 

Per riuscire a valutare tutto questo è necessaria una ricerca e spesso anche una visione precedente che ci assicura l’adeguatezza della proposta. Non sempre però è possibile e in quel caso può andare bene come male. Teniamo a mente che qualora dovesse andare male (si addormenta, si annoia, chiede di andarsene…) rimane comunque un’esperienza sulla quale si può riflettere insieme. Io sono la prima a essermi addormentata molte volte su Il Lago dei Cigni, eppure con la danza continuo a lavorarci. Quindi, nel dubbio, sentitevi liberi di rischiare.

 

 

 

 

 

Martina

 

 

 

 

 

Bibliografia

Laboratorio Danza, Zocca – La danza moderna educativa, Laban

  • Danzaterapia e movimento creativo, Payne

  • The Meaning of Movement, Kestenberg, Loman and Sossin

@lamartarugatarta

@lamartarugatarta

Tnpee

Sono Martina e per sempre mi presenterò prima di tutto come una danzatrice.

Danzo da sempre e grazie ai miei genitori sono stata immersa in un contesto musicale e artistico a 360°.

Presto mi sono avvicinata all’insegnamento della danza e cercando conferme dell’influenza evolutiva dell’arte mi sono iscritta al corso di laurea di Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva.

 Nel 2017 sono diventata TNPEE e da quel momento tutto è volto ad approfondire lo sviluppo dei bambini, in ogni contesto, con ogni caratteristica individuale. Tutto questo senza mai dimenticare la principale rete di sostegno che sono i genitori ma valorizzando sempre la relazione con loro.

Non mi fermo mai, non smetto mai di studiare, di farmi domande e di meravigliarmi.

 

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