Dare o non dare il ciuccio?

 

L’argomento ciuccio è sempre molto dibattuto.

“É giusto darlo?”

“Ma se poi gli storce i denti?”

“E poi come faccio a toglierglielo?”

 

In questo articolo non scenderò nella questione perché penso che sia una scelta del genitore e che in nessun caso debba essere giudicata.

Ma se foste dell’idea di dare il ciuccio al vostro neonato, in questa pagina troverete alcuni consigli utili per non renderlo uno strumento ingestibile e di cui avere paura.

Come sempre, non esistono demoni ma utilizzi consapevoli…

Inizio raccontandovi la mia esperienza da mamma.

Le mie bambine non hanno accettato il ciuccio fino ai 7 mesi circa, tempo in cui avevano già iniziato lo svezzamento e, di conseguenza, vivevano meno il seno…

Prima riflessione: se il bambino non lo vuole non significa che non lo vorrà mai, potrebbe essere solo troppo presto o troppo tardi…In ogni caso, se pensate che il ciuccio possa aiutarvi a gestire in modo più sereno la relazione con il vostro bambino o aiutarvi in alcuni momenti della giornata, non abbiatene paura. É importante il benessere di entrambi!

Tornando a me, in quei primi 7 mesi ho provato più volte a proporre il ciuccio alle mie bambine che lo prendevano senza molto entusiasmo e sembravano non saperlo neanche tenere in posizione. Poi, con l’aiuto del ciuccio giusto (che è relativo per ogni bambino) e il momento adatto, tac. Ecco fatto!

Da quel momento ho iniziato a proporglielo solo in alcuni momenti della giornata, in genere quelli delle ninne, perché volevo che lo utilizzassero per addormentarsi, in parte anche per ricordargli il seno materno prima di abbandonarsi al sonno.

Seconda riflessione: non dare al bambino un’abitudine che non gli appartiene. Rispettiamolo sempre quando proponiamo uno strumento che non proviene da lui ma dalle nostre scelte.

Ho sempre tenuto a mente quale fosse il mio obiettivo, a quale esigenza dovesse rispondere quello strumento, evitandone quindi un uso ingiustificato.

Terza riflessione: se proponiamo il ciuccio al bambino ogni volta che sembra stranito, stanco, annoiato, lamentoso, arrabbiato, etc, non gli permettiamo di far emergere altre risorse e lasciamo che il ciuccio risponda a tutte queste esigenze perdendo la sua funzione.

Dare o non dare il ciuccio?

Ok, ora veniamo ai consigli:

  • Avere sempre chiaro il motivo per cui stiamo utilizzando il ciuccio e attenersi a quella funzione
  • L’uso del ciuccio deve essere specifico (scelta del momento della giornata in cui si utilizza, la circostanza, etc.) e non generalizzato
  • Più è specifica la funzione del ciuccio più sarà facile sostituirla quando sarà ora di abbandonarlo (Leggi anche “Come togliere il ciuccio”)
  • Il ciuccio non deve sostituire il lavoro del genitore, il quale affianca il bambino e lo aiuta a far emergere risorse e strategie consolatorie diverse e conseguenti alla lettura della realtà

L’ultimo consiglio voglio lasciarvelo sull’uso della catenella portaciuccio.

Soprattutto dagli 8-9 mesi di vita, avere il ciuccio sempre a portata di mano potrebbe essere controproducente.

Infatti, in base a quanto detto sopra, il bambino potrebbe usufruirne come e quando vuole, perdendo la possibilità di contestualizzarlo e quindi di gestirlo in modo consapevole e ordinato da parte dell’adulto.

Offrite voi il ciuccio, quando è il momento del ciuccio!

 

 

Flavia

 

@flavia_educhiamali

@flavia_educhiamali

Consulente dello sviluppo

Dunque io sono Flavia, sono dottoressa in psicologia dello sviluppo.

Sono una formatrice, sono un’ex-educatrice.
Sono una mediatrice e counselor scolastica.

Sono una mamma e tutto quello scritto sopra con  le mie figlie conta poco.

Vorrei salvare un genitore alla volta e insieme a loro cambiare il mondo. 

Credo nelle persone e nelle parole che scelgono di pronunciare perché mi piace indovinare che cosa hanno bisogno di nascondere…

Formulo teorie e riflessioni su tutto, tutto, tutto!


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