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Giochi di movimento… in casa!

In questo periodo di isolamento, in cui ci troviamo chiusi in casa a causa del Coronavirus, si susseguono giornate emotivamente movimentate ma corporalmente statiche.

Paura, preoccupazione e ansia ci fanno visita due o tre volte al dì e fanno “ballare” il nostro cuore e “saltellare” il nostro respiro. Sembra di essere sulle montagne russe!

Eppure, a fronte di questo movimento interno, i nostri corpi sono perlopiù fermi. O forse, sarebbe meglio dire che sono corpi fermati dalle regole che ci viene chiesto di rispettare in queste settimane.

Sappiamo – e questo è la fisica che ce lo insegna – che quando un corpo viene fermato bruscamente, conserva una forza al suo interno che, seppur non in apparenza, continua a farlo “muovere”. Ecco, mi piace poter immaginare che sia successo un po’ questo ai nostri corpi, fermati giustamente, ma bruscamente. Non lo sappiamo, eppure al loro interno conservano il bisogno di un movimento inespresso, inascoltato, interrotto.

Se questo è valido per noi adulti, tanto più valido è per i bambini per i quali il movimento è linfa vitale.

Aggiungo, altresì, un elemento che mi pare particolarmente importante in queste giornate dove la casa si è trasformata anche in un contesto “didattico”. Gli studi scientifici e le evidenze a favore della positiva correlazione tra apprendimento e movimento, sono oramai così tanti che nessun dubbio permane: ogni movimento presuppone e favorisce nuovi apprendimenti.

Che cosa vuol dire questo?

Che il movimento e l’apprendimento sono due istanze inscindibili, l’una direttamente proporzionale all’altra. Togli una, cala anche l’altra; alimenti una, sostieni l’altra. Negli ultimi anni, sono sempre di più gli specialisti che consigliano a bambini e bambine con disturbi del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, ecc., di affiancare alle più diffuse terapie, delle pratiche specifiche volte al sostegno del movimento (es: psicomotricità, neuropsicomotricità). Badate bene, questo non vale solo per i bambini e le bambine che incontrano qualche ostacolo durante la loro crescita, ma vale per tutti.

A tal proposito, basti pensare al modello delle interazioni psicomotorie di Matta-Abizeid (2006). In maniera piuttosto intuitiva e semplice, questo modello ci aiuta a evidenziare quanto i “3 apprendimenti per eccellenza” (leggere, scrivere e far di conto) siano inevitabilmente interconnessi con le istanze del movimento.

attività di movimento in casa

Nel corso di queste settimane, il web e i social sono diventati una fonte inesauribile e preziosa di idee, attività e giochi da proporre ai bambini. Molti genitori hanno trovato conforto e sostegno nell’utilizzo di questi strumenti, catapultati – da un giorno all’altro – nelle vesti di educatori, insegnanti, professori.

Arte, creatività, scienza applicata, letture…la potenza del “mondo dell’Internet” (come simpaticamente viene definito) mi ha sorpresa e commossa.

Eppure, credo che vi sia un aspetto che ci è sfuggito, dato proprio dalla situazione specifica che stiamo vivendo.

Dove è finito il movimento? Le splendide attività proposte, dalle quali molto sto imparando anche io, sono perlopiù attività “a tavolino”.

Beh ovvio” – direte – “siamo chiusi in casa, come possiamo muoverci?”.

Da psicomotricista e da pedagogista, e viste le premesse sopra citate, mi sono chiesta se e come poter accogliere questa possibilità in una specifica fase che ci impone di rimanere a casa.

Ecco, quindi, 4 proposte di giochi psicomotori, ovvero giochi che tengono insieme sia l’aspetto motorio che quello emotivo.

  1. Il muro da distruggere (e da ricostruire)

attività di movimento in casa

Cosa serve?

Scatoloni o scatole delle scarpe

A cosa serve?

  • a sentirsi forti;

  • a scaricare una elevatissima dose di energia;

  • a sperimentare l’attesa;

  • a interiorizzare il seguente messaggio: anche se tutto sembra distrutto, possiamo ricostruirlo.

Come si gioca?

Con scatole e scatoloni l’adulto costruisce un muro (la prima volta lo costruisce solo l’adulto). L’altezza del muro non dovrà essere più alta del doppio dell’altezza del bambino. Al bambino viene chiesto di aspettare e pazientare sino a che l’adulto non avrà terminato l’intera costruzione. Al termine, l’adulto spiegherà al bambino (andandogli vicino e abbassandosi alla sua altezza) che potrà distruggere il muro dopo che l’adulto avrà contato “1,2,3, via!”. Il muro verrà quindi distrutto dal bambino. Il gioco si può ripetere moltissime volte (e vedrete che i bambini vi chiederanno di ripeterlo!). Per tutte le volte in cui verrà ripetuto, è possibile includere il bambino nella ricostruzione del muro.

Alcune varianti: chiedere al bambino di distruggere il muro come se fosse…un leone? Una formica? Un elefante? Una farfalla?

  1. L’altalena dei sogni

attività di movimento in casa

Cosa serve?

Un tavolo e una coperta grande (o più coperte legate tra loro)

A cosa serve?

  • a sentirsi rilassati;

  • a scaricare paure e ansie;

  • a sperimentare la calma;

  • a interiorizzare il seguente messaggio: il movimento può aiutare a calmarmi.

Come si gioca?

La coperta abbraccia il tavolo, da sopra a sotto, chiudendosi con un nodo. La parte della coperta che sta sotto il tavolo verrà lasciata più morbida, a formare una sorta di altalena che può contenere il corpo del bambino.

Alcune varianti: è possibile mettere un’ulteriore coperta sopra alla tavola, coprendo interamente il tavolo e il bimbo dentro all’altalena. Eventualmente si può fornire al bambino una torcia e dei pupazzi. Naturalmente questa variabile è da considerare solo ed esclusivamente se il bambino si dimostra d’accordo e non deve in alcun modo spaventarlo.

  1. La casa

attività di movimento in casa

Cosa serve?

Tavolo, sedie, teli, cuscini, scatoloni.

A cosa serve?

  • a sentirsi protetti;

  • a beneficiare di stabilità;

  • a sperimentare la sicurezza, creatività e progettualità;

  • a interiorizzare il seguente messaggio: sei al sicuro.

Come si gioca?

Costruire case è uno dei giochi che più amano i bambini. Per costruire una casa, tutto può servire. Dalla più semplice coperta su un tavolo, all’affiancare 4 o più sedie, dall’utilizzare uno stendino o un’asse da stiro. L’invito che vi faccio, è quello di avere una grande cura nella costruzione della vostra dimora. Ogni dettaglio deve essere scelto con attenzione, ogni oggetto della quotidianità può trasformarsi in qualcosa di magico. Una volta costruita la casa si passa al “tempo della permanenza”. Poiché la casa è “di proprietà” del bambino, se volete entrare, chiedete il permesso e non valutate negativamente qualora vi dicesse che no, non potete entrare (si tratta di un’importante affermazione della propria identità). Qualora dicesse di sì, potete trascorrere un piacevole tempo insieme dentro alla casa (sorseggiando un finto the, leggendo un bel libro, facendovi qualche coccola). Al termine del gioco il bambino può decidere come “smontare” la propria casa. La casa può essere distrutta energicamente o minuziosamente dis-allestita. Se il bambino manifesta qualche difficoltà in questa fase (ad esempio, non vuole mettere a posto), accogliete e comprendete la sua emozione (poiché è davvero faticoso smontare la propria casa) e proponete di fotografarla in modo tale da poterla ricostruire il giorno seguente.

  1. I circuiti pazzerelli

attività di movimento in casa

Cosa serve?

Cuscini, sedie, tavoli, divani, bottiglie, pupazzi, scatoloni…e chi più ne ha più ne metta!

A cosa serve?

  • a rispettare turni e regole;

  • a beneficiare del movimento;

  • a sperimentare ingegno, problem solving, attenzione;

  • a interiorizzare il seguente messaggio: ci sono delle regole da seguire e per ogni problema, c’è una soluzione.

Come si gioca?

Per costruire i “circuiti pazzerelli” vi può servire veramente di tutto! A seconda dell’età del bambino, potete valutare se utilizzare una sola stanza, due o…tutta la casa. Per rendere il circuito più completo e utile a tutte le dimensioni psicomotorie, ricordatevi dell’importanza della variabilità. In particolare, sono importanti spazi dove la motricità può essere più ampia (es: saltare dal divano/sedia) e spazi dove la motricità deve essere più attenta e fine (es: uno slalom tra bottiglie). È anche possibile giocare sull’altezza, in modo che il bambino impari a regolare la propria postura sulla base dello spazio circostante (es: sotto un telo dove devo solo inclinare la testa, sotto lo stendino dove devo abbassarmi un po’, sotto la sedia dove devo mettermi a gattoni, sotto il letto dove devo strisciare).

Alcune varianti: è possibile introdurre alcuni elementi di difficoltà, come ad esempio una musica che si interrompe e che richiede al bambino si immobilizzarsi.

In conclusione, si tratta di 4 semplici proposte di gioco, che possono modificarsi sulla base delle fantasie e dei desideri individuali.

Ciascuna di queste idee può avere una sua specifica identità, ma può anche incontrarsi e mixarsi con le altre, dando vita a narrazioni incrociate, emozioni intense e mondi simbolici incantati.

Provare per credere 😊

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@margherita_psicomotricista

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