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Alcune dritte per gestire i bambini di 3 anni!

A 3 anni il bambino si trova davanti 3 mondi: quello fisico, quello del pensiero e dell’universo interiore e quello delle relazioni umane.

Il linguaggio gli permette di interagire con gli altri e comunicare i suoi desideri. Il corpo diventa il luogo della scoperta della sessualità. L’ambiente sociale e la necessità di sentirsi accettati iniziano ad essere sempre più presenti. Di tutto questo, nel dettaglio, ne ho parlato qui.

Ora vediamo invece qualche indicazione pratica per poter gestire al meglio i 3 anni dei nostri bambini:

  1. Mantenere accogliente e rassicurante l’ambiente familiare. Il bambino ha ormai padronanza di molte competenze e abilità ma si trova davanti a un momento di riorganizzazione. Questi strumenti anziano ad avere nuove funzioni. Permettergli di poter tornare ad un ambiente conosciuto e rassicurante come quello della famiglia, rappresenta per lui il supporto necessario per affrontare questo complesso processo di adattamento. Cercate quindi di urlare poco e di spiegare di più, mantenendo un atteggiamento fermo e deciso e che sia sempre di esempio. In questa fase, infatti, gli atteggiamenti più presenti nei confronti del genitore sono l’identificazione e la dipendenza. Siate un buon esempio, consapevoli di cosa sta passando il bambino!

  2. Creare un equilibrio tra i NO dei bambini e i NO degli adulti. Dovrebbero essere quasi in egual misura. Abbiamo visto come il bambino in questa fascia d’età senta quasi la necessità di opporsi a tutto e a tutti per poter affermare la propria personalità e autonomia. Un atteggiamento repressivo da parte dei genitori non potrà che accentuare e portare all’esasperazione queste reazioni del bambino di fronte al limite della propria libertà. Pertanto, cercate di concentrarvi sui NO davvero utili e che permettano a tutti di avere un controllo sulla situazione senza arrivare a perdere la pazienza!

    Iniziate quindi facendo caso a quanti NO diciamo ai bambini in questo momento della loro vita, a quanto ciò ci faccia sentire affaticati e frustrati, e poi, fate caso a quanti sono i reali NO che ci dicono i bambini…

    no

  3. Potenziare al massimo il linguaggio e ampliare le basi conoscitive. Abbiamo visto come saper padroneggiare le parole e le frasi sia per il bambino il principale strumento per sentirsi competente nell’ambiente sociale, permettendogli di sostenere anche le prime discussioni. Pertanto, offritegli giochi e occasioni in cui possa esercitare e perfezionare il linguaggio per poterlo usare per comunicare sempre meglio esigenze, intenzioni e desideri. Tutto questo permetterà di sentirsi a proprio agio anche nella relazione con gli altri e generare una reazione a catena che vada, infine, a ricadere sullo sviluppo della personalità del bambino!

  4. Ampliare le occasioni in cui il bambino possa conoscere se stesso e il suo corpo. Dal punto di vista fisico, il bambino a 3 anni ha ormai raggiunto una buona padronanza dei movimenti ma adesso vuole sapere cosa può fare del suo corpo, come funziona. Le domande sulla sessualità iniziano a diventare sempre più presenti. Quindi, per ampliare le sue conoscenze, il bambino si confronta con gli altri, a partire dall’osservazione del corpo del genitore per poi concentrare l’attenzione su quello dei compagni. In questo momento l’attività sportiva può essergli utile per soddisfare la sua esigenza conoscitiva sia dal punto di vista delle potenzialità e della percezione del proprio corpo in tutte le sue parti, sia per avere un confronto con gli altri bambini negli spogliatoi o durante l’attività, fisica il quale sosterrà o confuterà i suoi ragionamenti!

  5. Favorire le relazioni sociali proponendo occasioni extrascolastiche. I 3 anni sono caratterizzati soprattutto dallo spostamento dell’attenzione del bambino da se stesso agli altri, pertanto sarà utile proporgli occasioni di socializzazione in cui possa perfezionare questa sua nuova abilità. Infatti, sebbene la scuola sia il luogo migliore per affinare tale approccio, il bambino potrebbe aver bisogno di muovere i primi passi in tal senso in un ambiente che sia familiare e mediato dall’adulto. Ecco allora che i pomeriggi di gioco, le feste, la pizza del sabato con i cuginetti e il laboratori pomeridiani, potrebbero essere un’opportunità importante per sentirsi sempre più pronti al confronto. Attenzione però, a lasciare sempre al bambino la scelta di come impiegare il suo tempo libero, poiché questa comune abitudine di riempire i pomeriggi con attività, li sta privando di un tempo in cui entrare in contatto con se stessi, in cui rilassarsi, vedere le cose in un altro modo, riflettere, elaborare, sentirsi…socializzazione

  6. Fornire un supporto emotivo al bambino che, davanti alla difficoltà di adattarsi a questa nuova realtà sociale, potrebbe sentirsi disorientato o incompetente. Anche nell’incontro con altri bambini, il genitore è chiamato a dare significato agli eventi in cui si trova coinvolto il bambino, facendo luce sulle emozioni che sta provando, e assumendo un ruolo da mediatore, soprattutto nei conflitti più intensi, mostrando al bambino come leggere il comportamento e le intenzioni dell’altro.

  7. Dare dei limiti chiari e facili da mantenere per tutti!I bambini si stanno confrontando sul piano sociale e familiare con la disciplina, ossia l’adattamento delle proprie esigenze e desideri al rispetto delle regole.  Allora perché non rendere il lavoro di tutti più semplice e meno sfiancante? Più in basso troverai un esempio scaricabile di regole che potrai appendere a casa e iniziare a utilizzare per gestire questa fase del bambino. Proponendolo all’interno di un ambiente familiare e dovendole rispettare tutti i membri della famiglia, il bambino si adatterà alla presenza del limite senza viverne l’aspetto negativo della frustrazione. Scrivere le regole aiuta tutti ad attenersi, a ricordare poche cose ma importanti per il vivere comune e, soprattutto, aiuta il bambino ad adattarsi alla nuova realtà sociale facendo esercizio in un ambiente sicuro e familiare. Imparerà presto il nesso di causa ed effetto connesso alle sue azioni. Anche per il genitore, sarà più semplice capire quali sono i NO utili e quali bisognerà ricalibrare per non arrivare al bambino in modo limitante. 

Ma come si usano le regole?

Cliccando su Regole potrai scaricare l’immagine delle regole che ho creato per te. Come avrai notato, gli ultimi spazi sono rimasti vuoti, così che la famiglia possa inserire le regole che preferisce.

Infatti, sarebbe ideale sceglierle insieme!Ogni famiglia è a sé e l’educazione alla disciplina e ai limiti è frutto di un continuo monitoraggio fra esigenze del bambino da un lato e necessità del genitore e della società dall’altro.

In tutti i casi, qui ne trovi uno già compilato per darti un’idea (diciamo che potrebbero andar bene per un bambino di 3 anni per la maggior parte dei casi!). Ricorda di proporre quante più regole possibili in formula positiva, ovvero quella che suggerisce il comportamento corretto. Io ho inserito alcune regole in formula negativa perché ricalcano una frase che dico spesso a casa e il cui significato è condiviso da tutti noi… (“Non si urla” nella forna positiva dovrebbe essere “Si parla piano”.)

Una volta stampato il foglio e inserito in una cornice (anche di cartone purché conferisca valore al foglio), sarà necessario convocare una riunione di famiglia, in cui verranno presentate le regole e stabilite le conseguenze della trasgressione delle stesse. Allo stesso modo, ti suggerisco di introdurre un premio, un rinforzo positivo, affinché tutti si impegnino ogni giorno. Il premio riguarderà la relazione familiare: una gita in un posto che piaccia a tutti o un’attività da condividere che unisca e renda felici o un regalo per la famiglia!

Questa scelta, è utile per ricalcare il concetto che comportarsi bene non serve ad acquisire beni ma a stabilire relazioni migliori e più soddisfacenti per se stessi e per gli altri.

Ogni giorno, nello stesso momento della giornata, la famiglia si dovrà riunire davanti alle regole e prima di riflettere sul comportamento e che si possano valutare le conseguenze, un membro a turno dovrà ripetere le regole per tutti. L’obiettivo è mostrare al bambino come alle regole debbano attenersi tutti per poter vivere insieme e anche tenerle a mente non sia un compito solo suo perché bambino…

In conclusione, è importante ricordare che insegnare al bambino di 3 anni la disciplina ha lo scopo di aiutarlo nella crescita a porsi dei limiti, ad avere rispetto e soprattutto autocontrollo.

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Se sei interessato ad approfondire i temi trattati o cerchi un aiuto personalizzato, puoi contattarmi per partecipare a un corso di formazione online o per fissare una consulenza!

 

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