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USA on the road con bambini!

Siamo tornati da pochi giorni e io ancora non riesco a credere di essere riuscita a fare uno viaggio così lungo e complesso con una bambina di soli 2 anni e mezzo. Fiera di essere riuscita nell’impresa non vedo l’ora di poter condividere con voi tutto ciò che, soprattutto a livello organizzativo, ha reso possibile l’avventura e, ovviamente, l’itinerario!

Inizio raccontandovi che questo viaggio è stato ideato e sviluppato da mio marito. Devo dire che per lui non è stata un’impresa facile perché io da mamma, consapevole che mi sarei dovuta caricare tutto ciò che avrebbe costituito un problema per la bambina dimenticandomi lo spirito di avventura e la spensieratezza del viaggio, ho cercato di mettergli molti bastoni tra le ruote: “Se gli hotel non sono puliti non vengo!”, “Sono troppe ore di volo e di auto, poi si stranisce e fa i capricci!”, “Se non mi posso portare la valigia grande come farò?”. Insomma, è stato un eroe!

Ma aspettate, vi racconto tutto dall’inizio.

Abbiamo deciso di partire il 13 Agosto con un volo diretto a Boston, lasciandoci alle spalle un’afa invivibile e trovando un clima primaverile. Lo abbiamo prenotato con molti mesi di anticipo (febbraio) approfittando di un’ottima offerta di British Airways che ci ha trattati molto bene all’andata e un po’ meno al ritorno. Vi dico solo che quando abbiamo prenotato il volo, avevamo chiaro solo che saremmo andati a Boston, il resto è venuto nei mesi successivi…

Vi risparmio il racconto dei giorni in cui, tra guide e discussioni, abbiamo vagliato tutti i possibili itinerari per poi accordaci su:

13 giorni negli Stati Uniti orientali, partendo da Boston, affittando un auto e percorrendo 3000 km che avrebbero previsto la nostra, anche se fugace, presenza in ben 12 stati.

Niente male è?

Giorno 1

Quindi siamo arrivati a Boston alle 21 ora locale (il fuso rispetto all’Italia è di 6 ore, indietro ovviamente), dopo aver fatto uno scalo a Londra di appena 1 ora e mezza e aver cambiato aereo.

Abbiamo scoperto con gioia che avevano perso il nostro passeggino. Così vi lascio solo immaginare il livello di stanchezza nel portare Vittoria in viaggio (stremata), 3 zaini e 3 trolley con sole 4 braccia a disposizione.

 

Presa l’auto (prenotata dall’Italia per l’intero periodo del viaggio), messo il navigatore, eccoci tra le strade del Massachusetts. L’alloggio per la prima sera era un bell’albergo appena fuori Boston (30 minuti di auto).

Giorno 2

Sveglia naturale alle 7, riprese le valige, ci incamminiamo verso il Maine, passando per Salem (cittadina nota per la caccia alle streghe), Rockport (ridente cittadina di mare con splendidi negozietti, il porticciolo e ottimi posti per gustare gli astici pescati proprio nelle vicinanze), Cape Neddick (la bellezza del mare sugli scogli e il faro che lo sovrasta è indescrivibile…), Kennebunkport (tipico porticciolo del New England) e infine Brunswick, dove ci attendeva il nostro caratteristico motel per la notte.

Potreste pensare che abbiamo passato la giornata in auto in realtà l’intero tragitto ha la durata complessiva di 1 ore e mezza e le numerose ma brevi soste sono stati ottimi diversivi!

cape neddick

Kennebunkport 

Giorno 3

Stessa sveglia ma leggermente più comoda perché iniziavamo a viverci il fuso orario con meno stanchezza. La destinazione del giorno è Bar Harbor, bellissima cittadina a pochi km da Brunswick, dove avremmo fatto ritorno per la notte, affacciata sull’oceano e dalla quale partono le navi per permettere di avvistare le balene. Bar Harbor è un luogo da vedere, soprattutto per lo spirito vacanziero che si percepisce (meta degli americani per trascorrere qualche giorno di riposo) e gli ottimi piatti che si possono gustare nei tanti ristoranti. Nelle vicinanze si trova l’Acadia National Park. Noi siamo riusciti a fare solo pochi passi tra questi splendidi boschi che si affacciano sull’oceano ma ci siamo rigenerati!

Giorno 4

Oggi l’itinerario di viaggio prevedeva lunghi tratti in auto per raggiungere Branford, Connecticut (circa 4 ore), perciò abbiamo deciso di spezzarli in più soste e concederci un po’ di sano shopping in un outlet nel New Hampshire, stato in cui l’abbigliamento è considerato bene di prima necessità (finalmente qualcuno che la vede come me!) e pertanto non tassato.

Il pomeriggio ci siamo rimessi in viaggio ma, per agevolare anche Vittoria che non ne poteva più, ci siamo fermati a Providence, Rhode Island, meta non pianificata ma di certo gradita!Siamo riusciti a farle fare qualche giostra in un parco prima di cena e ci siamo fatti una piccola passeggiata in questa città così viva e luminosa. Con Vittoria nel seggiolino, sazia e addormentata, siamo arrivati a Branford a notte fonda dove il nostro motel ci attendeva.

providence

Giorno 5

Siamo partiti per Washington D.C., per la quale erano previste quasi 5 ore di auto. 

 

Sulla strada ci siamo fermati in un tipico diner a fare una seconda colazione a base di uova e bacon. Fantastica!

Ripartiti, non sapevamo davvero come aiutare Vittoria in quella che forse sarebbe stata la 

 

giornata di viaggio più difficile da superare e così ci siamo fermati in un outlet del New Jersey, dove ha trovato spazio per giocare, correre e acquistare alcuni libricini che ci hanno intrattenuti durante la traversata. Alle 20 eravamo in Virginia, per l’esattezza a Arlington, meno stanchi del previsto.

Giorno 6

L’auto oggi non l’abbiamo neanche toccata! Abbiamo preso la vicina metropolitana che in 20 minuti ci ha portati a Washington D.C., proprio sul Mall. La temperatura ha cercato di abbatterci (ci saranno stati 40 gradi percepiti) ma la voglia di esplorare e il santo passeggino ci hanno permesso di camminare per ben 24 km!

Abbiamo portato Vittoria a vedere il Museo di Storia naturale (peccato che all’interno ci fossero 5 gradi – hanno davvero un problema con l’aria condizionata!), ci siamo inerpicati per la scalinata del Lincoln Memorial (ci ha davvero colpiti!), ci siamo goduti la passeggiata fino al Capitol Hill e infine abbiamo girovagato nei dintorni della Casa Bianca (dalle dimensioni abbastanza deludente ma è importante passarci per poter comprendere come funziona questo paese).

Cena ad Arlington con tanto di astice e granchi.

Lincoln memorial

Giorno 7

L’itinerario di questa giornata è stato il più imprevisto ed emozionante di tutti. Infatti, inizialmente pensavamo di fermarci a Baltimora ma dopo un breve giro abbiamo optato per il mare ad Atlantic City, New Jersey. Con l’occasione abbiamo portato Vittoria a bagnarsi i piedi nell’oceano e a fare una passeggiata sul Boardwalk che tanto ci aveva affascinati diversi anni prima. In serata, siamo finalmente giunti a New York City e neanche vi dico quanto possa essere emozionante vedere lo skyline dall’auto che sfreccia…

Il nostro hotel, per via della macchina, era a downtown Brooklyn, una fermata di metro da Manhattan.

Atlantic City

 

Giorni 8-9-10

Queste giornate le abbiamo dedicate tutte alla visita di New York, senza auto né troppa fretta perché era la nostra terza volta lì. In ogni caso, non ci siamo fatti mancare i nostri 22 km al giorno…

Abbiamo visitato la città, abbiamo portato Vittoria allo zoo del Bronx, le abbiamo comprato l’amata Poppy gigante, abbiamo corso a Central Park e assaggiato cucine internazionali. Insomma, giornate intense!

New York city

New York city

Giorno 11

Fatte le valige, ripresa la macchina, abbiamo iniziato a risalire verso Boston dove siamo arrivati solo in serata, dopo esserci fermati a Coney Island (Brooklyn) e aver intrattenuto Vittoria in auto per ben 4 ore…

Coney Island

Giorno 12

Boston. Tutta la giornata abbiamo visitato la città. Ci è piaciuta moltissimo. Il clima fresco, la gente, l’atmosfera musicale e divertente che abbiamo trovato ad accoglierci ci hanno affascinati e i confronti con le altre località visitate in questi giorni sono stati inevitabili. Il pomeriggio siamo andati a visitare la cittadina di Harvard e non poteva di certo mancare un giro nel campus!

boston

harvard

Giorno 13

Il volo per Londra è partito alle 19:30. La giornata l’abbiamo passata da Macy’s perché il tempo non era favorevole. Stanchi ma felici siamo tornati a casa…

 

Ora rispondo alle domande che avrei fatto io :

Come hai gestito il fuso orario con Vittoria?

I bambini sono molto più agevolati di noi ad acquisire gli orari poiché non sanno che alle 13 si mangia, sanno che prima di dormire si mangia!

Inoltre, seguono facilmente i ritmi circadiani e si adattano al giorno e alla notte seguendo semplicemente la presenza o l’assenza della luce…

Quindi, quando sono arrivata a Boston in Italia erano le 4 di notte e avevo interrotto molte volte il suo sonno. Allora per essere sicura che dormisse almeno fino alla mattina e non si svegliasse per la fisiologica fame, le ho dato un biberon di latte e l’ho messa a letto…

Più difficile è stato recuperare gli orari al ritorno, perché in quel caso si trattava di dover dormire quando non aveva sonno…Essendo tornati a casa alle 13 di Roma, avrei dovuto tenerla sveglia fino alle 19, darle la cena e farla dormire fino all’indomani. In questo modo avrebbe ripreso il ritmo sonno-veglia. Invece, non l’ho fatto e così dopo giorni siamo ancora abbastanza spostati!

Ovviamente lei, in ogni caso, si è anche regolata da sola, perciò cercavo di farla dormire sempre dopo pranzo, come è sua abitudine, ma se dormiva un pò di più la lasciavo fare, così se voleva fare qualche pisolino in più durante il girono. Al contrario, al ritorno, ho cercato di limitare i suoi sonnellini per farle avere sonno al momento giusto…

Per mangiare come ti sei organizzata?

Prima di partire ho portato Vittoria dal pediatra e mi sono consultata con lui, oltre che per essere certa che stesse bene. Sono partita senza niente, se non con il biberon e i biscotti per la colazione.

In America sono molto organizzati per le famiglie, perciò ho sempre trovato menù per bambini e alternative valide. In questi gironi ha mangiato pollo, manzo, pesce, uova, pasta, frutta fresca e spremute. Queste ultime mi sono state particolarmente utili perché non sempre era facile darle contorni e frutta fresca perciò mi sono accontentata.

Si è adattata benissimo al cambio di alimentazione!

 

Avete dormito in un motel???

Sì, abbiamo dormito in più di un motel ma non di quelli che vi immaginate, sporchi e trascurati. Le strutture avevano tutte due letti grandi, erano abbastanza puliti perché Vittoria potesse giocarci senza troppe ansie e avevano tutte la colazione.

 

Quanti cambi ti sei portata per lei?

Ho portato più di 13 cambi perché sapevo che si sarebbe sporcata di certo stando tutto il giorno fuori casa e poi perché abbiamo affrontato luoghi con clima differenti. Vi consiglio infatti di fare valige miste estate/autunno perché anche solo l’aria condizionata nei posti chiusi può farvi ammalare!

A proposito dei farmaci, ho portato quelli per la febbre, per la gastroenterite, per gli occhi, per la pelle, un termometro e un antibiotico. Se le usate, vi consiglio di portarvi le gocce di Camilia perché mi hanno aiutata molto a favorire l’adattamento ai ritmi circadiani e poi per i denti…(viaggiare a lungo in aereo e il cambio di aria e alimentazione, spesso riacutizza vecchi fastidi).

Hai consigli pratici da dare?

Sì, scegliete un auto comoda e abbastanza grande, poiché le distanze sono molto lunghe e si trascorrono parecchie ore in auto. Inoltre, le autostrade americane sono molto larghe e hanno fino a 4 corsie, purtroppo però non sono molto bravi a guidare e tendono a tagliarle senza preavviso…Perciò, più siete grandi e meglio è!

Penso di avervi detto tutto ma se avete domande da farmi lasciatele nei commenti!!!

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